Martedì, 25 Settembre 2018

    Arcelo Mittal pronta al subentro: “Da noi investimenti per 4,2 miliardi” In evidenza

    Sul tavolo del confronto, Arcelor Mittal fa pesare l’ammontare dei suoi investimenti: 4,2 miliardi di euro. Non proprio bruscolini. Cifre che non possono lasciare indifferente alcun interlocutore, specie il ministro di uno Stato (l’Italia) che ha un debito pubblico record e si muove costantemente tra le strettoie di bilancio.

    A Luigi Di Maio, il colosso dell’acciaio franco indiano, nell’incontro di ieri al Mise, ha ribadito la propria potenza di fuoco. Investimenti già programmati su cui il vincitore del bando per l’acquisizione del gruppo Ilva non si tira indietro: 1,1 miliardi per conseguire performance ambientali ottimali; 1,2 miliardi per recuperare la mancata manutenzione; 1,8 miliardi quale corrispettivo allo Stato per l’acquisizione.

    Insomma, Mittal conferma di essere interessato ad acquisire la più grande acciaieria d’Europa e con essa gli stabilimenti del nord. E si è dichiarata disposta a farlo sin da subito.

    Qui arriviamo ad un punto nodale. Mittal sinora non aveva mai esplicitamente fatto riferimento a date o scadenze. Ma con il ministro Di Maio ha presentato la deadline: 1 luglio 2018. Non solo. Le dichiarazioni della delegazione inviata al Mise sono state più o meno queste: “Arcelor Mittal è pronta a chiudere l’operazione entro il periodo concordato ed essere operativa dal 1 luglio 2018”.

    Le domande che sorgono spontanee sono due: quando si parla di periodo “concordato” non si specifica con chi sarebbe stato concordato questo termine. E soprattutto dove sarebbe scritto, visto che nel contratto la “data di esecuzione” è subordinata al verificarsi di tre condizioni, una delle quali è la firma dell’accordo con i sindacati che non è ancora arrivata. Del resto, il ministro Calenda non ha mai parlato di subentro automatico a partire dalla seconda metà del 2018.

    Forse Di Maio dovrà chiarire e chiarirsi anche questi dubbi prima di prendere una decisione che lui stesso ha detto di dover adottare in tempi brevi, avvertendo la pressione di tale scadenza. Al termine del mese mancano 10 giorni. Quindi non molto prima di conoscere il futuro dell’Ilva e di Taranto. A meno che il ministro non intenda darsi più tempo e prorogare di qualche mese l’amministrazione straordinaria.

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