Sabato, 21 Luglio 2018

    Ilva, settimana decisiva. Di Maio prenderà tempo?

    Settimana decisiva per le sorti dell’Ilva quella che si apre oggi. I fronti caldi sono molteplici e le istanze territoriali altrettanto diversificate.

    Il primo fronte riguarda il paventato ingresso di Arcelor Mittal in Ilva anche in mancanza di una accordo sindacale sottoscritto da parti sociali ed acquirente. Secondo quanto riferito alla nostra testata da alcune fonti, a permettere il subentro di Mittal alla gestione commissariale è la legge Marzano che rappresenta la cornice normativa entro la quale è stata conclusa la procedura di aggiudicazione del complesso aziendale.

    Tale norma permetterebbe di superare quanto previsto dal contratto stipulato tra il produttore franco-indiano e il Governo italiano in merito alle tre condizioni sospensive che ritardano la data di esecuzione del contratto stesso.

    Qui però si innesta la contrarietà delle sigle sindacali ad un ingresso di Mittal in Ilva in assenza dell’accordo sindacale. È la Fiom a dire che, “qualora non dovesse arrivare una convocazione dal Mise entro il prossimo 26 giugno, già messo a conoscenza della gravità della situazione e delle imminenti scadenze, riuniremo immediatamente il Consiglio di Fabbrica ILVA per decidere le iniziative di mobilitazione necessarie a impedire azioni unilaterali da parte di AM InvestCO”.

    La sigla dei metalmeccanici tiene a precisare che, “quanto previsto all’interno del contratto, in merito alle clausole sospensive per perfezionare la vendita, risulta di fatto ancora inattuato, soprattutto per quanto concerne l’accordo sindacale che per Fim, Fiom, Uilm e Usb rimane un vincolo imprescindibile senza il quale non consentiremo l’ingresso del nuovo acquirente”.

    “Il futuro occupazionale e ambientale di Taranto – concludono dalla Fiom -  non può e non deve avere delle scadenze se prima non vengono affrontati nel merito e risolti i punti rimasti ancora in sospeso per perfezionare la vendita del gruppo Ilva”.

    Vi è poi la “partita” che coinvolge Luigi Di Maio ed il fronte ecologista di Taranto che, dopo essere stato convocato a Roma, ora si aspetta soluzioni in linea con le affermazioni pronunciate in campagna elettorale. Per ora il clima è di attesa, anche perché Di Maio potrebbe decidere di prorogare l’amministrazione straordinaria per altri tre mesi per poter meglio approfondire il dossier.

    In questo caso, segnala il Partito Democratico che sabato, a Taranto ,ha organizzato un incontro pubblico alla presenza dell’ex vice-ministro Bellanova, servirebbero almeno altri 90 milioni di euro per garantire il fabbisogno di cassa.

    Infine vi è la Regione Puglia che, per bocca del suo presidente, ha detto di non voler ostacolare il Governo qualunque sia la decisione che intende adottare sul futuro dell’Ilva. A beneficio del nuovo esecutivo inoltre ha messo a disposizione un piano che prevede tre possibili opzioni per l’uscita dall’attuale stallo.

    Tutti gli attori sono dunque alla finestra, pronti a registrare i movimenti del ministro Di Maio che, mai come in questo momento, ha tutti gli occhi puntati addosso.

    Vota questo articolo
    (0 Voti)
    iblpartners_cis_rb_corona_banner_470x700.jpg
    menu_alfredo.jpg
    banner_igenia.jpg
    energy.jpg
    engineering.jpg
    iblpartners_cis_rb_corona_banner_470x700.jpg
    © 2014 associazione CronacheTarantine. Tutti i diritti sono riservati