Sabato, 21 Luglio 2018

    Welcome Taranto, venerdì presidio contro il razzismo e la chiusura In evidenza

    "Prima Le Persone". È questo lo slogan, ma anche l’auspicio della campagna di sensibilizzazione Welcome Taranto.

    Venerdì 6 luglio alle ore 18.30 in piazza Garibaldi a Taranto – che  di fatto fa da apripista all'iniziativa "Una maglietta rossa per fermare l'emorragia di umanità" lanciata dai presidenti  nazionali di Libera, Legambiente, Arci e Anpi  - verrà rilanciato il tema dell’accoglienza dei migranti.

    Si tratta di un presidio che chiede con forza politiche solidaristiche, inclusive ed accoglienti e che ribadisca il principio che ogni azione, provvedimento e norma debba mettere al centro i diritti e la dignità delle persone.

    "Rosso – dicono da Legambiente - è il colore che ci invita a sostare. Ma c'è un altro rosso, oggi, che ancor più perentoriamente ci chiede di fermarci, di riflettere, e poi d'impegnarci e darci da fare. È quello dei vestiti e delle magliette dei bambini che muoiono in mare e che a volte il mare riversa sulle spiagge del Mediterraneo. Di rosso era vestito il piccolo Alan, tre anni, la cui foto nel settembre 2015 suscitò la commozione e l'indignazione di mezzo mondo. Di rosso erano vestiti i tre bambini annegati l'altro giorno davanti alle coste libiche”.

    Sì, perché da qualche tempo il rosso è il colore scelto dalle madri dei bambini che attraversano il Mediterraneo per vestire i loro piccoli nella speranza che, se dovessero finire in mare, possano essere facilmente avvistati.

    “Fermiamoci allora un giorno e indossiamo tutti una maglietta, un indumento rosso, come quei bambini” è l'appello di don Luigi Ciotti, presidente nazionale Libera, Francesca Chiavacci, presidente nazionale Arci, Stefano Ciafani, presidente nazionale Legambiente, Carla Nespolo, presidente nazionale Anpi, Francesco Viviano, giornalista, ripreso da Campagna Welcome Taranto.

    Al termine del sit-in, i partecipanti si recheranno presso il monumento ai marinai per riaffermare che il nostro mare non può trasformarsi nel più grande cimitero della storia, ma torni ad essere simbolo di viaggio, di apertura, di contaminazioni, di incontri tra culture e di solidarietà

     

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