Giovedì, 16 Agosto 2018

    Trattativa Ilva, nessun passo in avanti. Di Maio: “Siamo in mezzo al guado” In evidenza

    Nessun passo in avanti sul fronte della trattativa occupazionale. È quanto ha lasciato intendere il ministro Luigi Di Maio nella conferenza stampa tenuta al termine del confronto tra Am InvestCo e le rappresentanze sindacali dei lavoratori dell’Ilva. Secondo il titolare dello Sviluppo economico, Mittal – forte anche di un contratto in cui viene indicato il numero dei lavoratori che il futuro acquirente dovrà reimpiegare – non è andata al di là degli impegni già manifestati in passato.

    Ed ora? Di Maio ha detto a chiare lettere che non riconvocherà il tavolo se non ci saranno segnali chiari da parte di Arcelor Mittal, lasciando intendere che per segnali chiari intende qualcosa di più di una generica manifestazione della volontà di incontrare le parti. “È inutile riconvocare il tavolo – ha detto il ministro – per dirci sempre le stesse cose”.

    Nell’incontro con la stampa, durato un quarto d’ora circa, Di Maio ha sparato a zero contro il precedente Governo e contro il ministro Calenda, a suo dire, responsabile dell’attuale situazione. Il Governo avrebbe infatti le mani legate, secondo il viceministro: il contratto indica precisamente quali sono gli impegni dell’acquirente (10 mila unità da assumere con un contratto di lavoro ex novo, ndr) e annullare quel contratto non è possibile senza provocare il ricorso al Tar di Mittal che vedrebbe lo Stato italiano soccombente.

    Durante la conferenza si è inoltre appreso che Di Maio non ha ancora trasmesso le carte relative alla gara di aggiudicazione dell’Ilva (e i rilievi dell’Anac) all’Avvocatura dello Stato. Eppure l’annuncio di tale parere risale ormai a più di 10 giorni fa. Rispetto al verdetto dell’Avvocatura, Di Maio ci ha tenuto poi a precisare che – anche qualora ci fossero delle irregolarità – non è detto che le stesse siano tali da determinare l’annullamento della gara.

    Al termine dell’incontro, rispondendo alle sollecitazioni di una testata in merito alla Tap, ha aggiunto che la tanto decantata de carbonizzazione non è possibile per le stesse ragioni per cui non è possibile annullare il contratto con Arcelor Mittal, ovvero in virtù della gara di aggiudicazione svolta e delle condizioni contenute nel bando.

    Insomma, sembra davvero che i giochi siano ormai fatti e che il Governo abbia alzato bandiera bianca, impotente rispetto al quadro che negli scorsi mesi si è andato consolidando. “Siamo in mezzo al guado – ha avvertito Di Maio – e non possiamo tornare indietro”.

     

     

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