Martedì, 25 Settembre 2018

    Camera di commercio, critiche dal M5S. Dura replica di Sportelli

    Foto di repertorio Foto di repertorio

    Industialisti vs. sostenitori della green economy. Una dicotomia in cui, a farla da padrone, sarebbero i primi. È questa la chiave di lettura fornita da alcuni consiglieri dimissionari della Camera di Commercio di Taranto per spiegare il proprio abbandono. Una spiegazione che non convince Confindustria ed il presidente Luigi Sportelli che, nei giorni scorsi, hanno ribadito la strumentalità di tali affermazioni.

    Ma ora la querelle tutta interna al mondo produttivo di Taranto rischia di coinvolgere anche il mondo della politica. Sì, perché la diagnosi di una Camera di Commercio appiattita sui desiderata della grande industria incontra il favore del Movimento 5 Stelle.

    Turismo, artigianato, agricoltura, settore vitivinicolo ed oleario sono – affermano il consigliere regionale Marco Galante e i portavoce comunali Francesco Nevoli e Massimo Battista – “comparti evidentemente strategici per la nostra idea di riconversione economica di Taranto e della sua provincia”.

    “Poco ci interessano  – dicono i tre pentastellati -, eventuali faide interne all'ente camerale o giochi elettorali per l'acquisizione di poltrone con l'imminente accorpamento della Camera di Commercio di Taranto a quella di Brindisi; per noi conta unicamente l'adozione di un modello di sviluppo del nostro territorio che esalti il suo inestimabile patrimonio di risorse naturali e superi quell'idea della necessaria presenza di fabbriche inquinanti, retaggio di un passato ormai superato”. 

    La risposta non si è fatta attendere. Secondo il presidente Sportelli, i tre non conoscono le questioni di cui parlano. Ed evidentemente -  a suo dire – sottovalutano il lavoro che è stato fatto nel corso degli ultimi anni per promuovere lo sviluppo sostenibile e indicatori economico-sociali che vadano oltre misurazioni come quella che riguarda il Pil. Infine l’affondo: “Dicano i consiglieri del Movimento 5 Stelle quale modello di sviluppo immaginano per Taranto”.

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