Mercoledì, 26 Settembre 2018

    Ilva, la rabbia della piazza: contestata l'on. De Giorgi, Battista pronto a lasciare

    Foto studio Renato Ingenito Foto studio Renato Ingenito

     “Vai via da Taranto”, “venduti”, “dimissioni”, “ci avete tradito”. Le urla del popolo no-Ilva si sono udite distintamente in tutta piazza della Vittoria ed anche oltre. A scatenare la rabbia dei manifestanti che hanno preso parte al sit-in di ieri sera è bastata la presenza dell’onorevole Rosalba De Giorgi del Movimento 5 Stelle, la quale è stata costretta ad allontanarsi scortata dagli agenti della Digos.

    L’episodio è stato documentato da numerosi smartphone i cui video sono presto finiti in rete. Dagli stessi si vede che a scandire gli insulti in maniera più veemente sono stati i più giovani tra quanti hanno preso parte alla manifestazione.

    Ma a fronte dell’intransigenza di quanti non intendevano sentire ragioni, dai video si evince che alcuni esponenti del movimento Giustizia per Taranto hanno cercato di strappare alla deputata tarantina una promessa in merito al ritiro delle controdeduzioni del Governo rispetto al ricorso di alcuni cittadini di Taranto contro il Dpcm che concede l’Aia all’Ilva. Da questo dettaglio si comprende che tra gli ambientalisti ionici non c’è voglia di resa.

    Tra i portavoce pentastellati spicca la posizione del consigliere comunale Massimo Battista, volto storico del comitato Cittadini Liberi e Pensanti, da sempre impegnato per la chiusura della fabbrica. Con un post su Facebook ha annunciato “novità” a breve, lasciando intendere che presto potrebbe abbandonare il Movimento 5 Stelle.

     

    Intanto il gruppo dei consiglieri regionali pugliesi del Movimento e i parlamentari tarantini hanno diffuso la propria posizione affidandosi ad un post sulla pagina del Movimento 5 Stelle Puglia. “L'obiettivo per Taranto– si legge sul social network - rimane lo stesso: la chiusura delle fonti inquinanti e la riconversione economica. L'avvio di questo processo è stato solo rallentato e complicato a causa del "delitto perfetto" del precedente Governo PD che aveva messo in piedi una gara che, per quanto illegittima, non si poteva annullare e che in ogni caso il 15 avrebbe fatto passare la proprietà di ILVA ad Arcelor. E questo fa rabbia, tanta rabbia. In questo quadro tutto ciò che poteva fare il ministro Di Maio e che ha fatto con grande senso di responsabilità è stato lottare con i sindacati e con gli acquirenti per ottenere il risultato migliore, in condizioni peggiori, in termini di occupazione e di tutele ambientali che, seppur non ancora sufficienti a salvare Taranto, sono certamente maggiori rispetto a quelle assolutamente blande, richieste dal PD.

    Siamo stati chiamati a lavorare giorno e notte per limitare al massimo i danni creati da un partito velenoso – si aggiunge nel post - che per fortuna non potrà più nuocere al nostro Paese. Arcelor ringrazi il PD e Calenda per questo regalo ma gli suggeriamo di non “rilassarsi” troppo perchè da oggi avranno il fiato sul collo del Governo e del M5S in Puglia perché rispettino da subito tutti gli impegni presi.

    E in conclusione si afferma: Oggi è il giorno zero: finalmente il governo M5S ha le mani libere per invertire la rotta nella direzione della riconversione economica e della chiusura delle fonti inquinanti. Noi del M5S Puglia aiuteremo, vigileremo e all'occorrenza, incalzeremo il Governo perché tali processi si realizzino nel minor tempo possibile e siamo lieti che il ministro Di Maio non abbia perso tempo annunciando già da subito una legge speciale per Taranto.

     

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