Giovedì, 15 Novembre 2018

    Ilva, Mittal e l'ambiente. Ecco le migliorie al piano ambientale 

     

    "L’affittuario si obbliga a eliminare le fonti di inquinamento attraverso l’implementazione delle seguenti misure: l’anticipata realizzazione dell’intervento di copertura del parco minerale, del parchi fossile e coke; l’anticipata realizzazione della pavimentazione dei parchi AGL e del parco loppa; la chiusura dei nastri trasportatori; la chiusura degli edifici materiali pulvirulenti; l’eliminazione dei possibili impatti inquinanti delle acque meteoriche mediante pavimentazione delle aree non pavimentate ed adeguamento delle pavimentazioni già esistenti per una superficie totale di circa un milione di metri quadrati". 
     
    L'addendum al piano ambientale prevede queste misure, ma non solo. Nel documento che Mittal ha proposto al Governo e alle parti sociali, e che non è stato redatto dai tecnici del ministero dell'Ambiente, è scritto inoltre che Am InvestCo "si impegna a ridurre al minimo, in conformità o superando gli standard nazionali ed europei, le fonti di inquinamento mediante l’installazione di filtri presso l’impianto di sinterizzazione". "Al medesimo fine - si legge nel documento - l’affittuario conferma il proprio impegno a: (a) realizzare, per tutte le batterie di cokefazione, nuove docce, nuovi sistemi di 4 aspirazione allo sfornamento ed un sistema di controllo della pressione dei singoli forni; e (b) realizzare nuovi impianti di trattamento delle acque reflue". 
     
    Nell'addendum si parla anche dell'aggiornamento della Valutazione Danno Sanitario, in conformità ai criteri indicati dal decreto ministeriale 24 aprile 2013. Mittal intende "cooperare attivamente con ARPA Puglia, ASL e AReS allo scopo di aggiornare annualmente la valutazione da utilizzare anche al fine di fornire al pubblico una corretta e trasparente informazione riguardo al rischio attribuibile alle attività industriali dello stabilimento di Taranto". 
     
    Per quanto concerne il trattamento delle emissioni del camino E312 dell’impianto di sinterizzazione, l'addendum prevede che Am InvestCo installi filtri ibridi, anziché i tradizionali filtri a manica. Un altro degli obiettivi che Mittal si è autoimposto è "la riduzione delle emissioni di polveri e diossine in misura almeno pari, rispettivamente, al 30% e 50% rispetto ai valori limite associati alle migliori tecnologie disponibili". 
     
    Basterà tutto ciò per placare la variegata galassia ambientalista che si è ritrovata in piazza delle Vittoria per manifestare contro il Governo? Al momento sembra di no. Su questo punto, all'indomani della firma dell'accordo, si è espressa solo Legambiente che rispetto alle altre associazioni mantiene un profilo più istituzionale. "Aspettiamo di poter esaminare l’addendum relativo al Piano Ambientale dell’accordo sottoscritto per Ilva - hanno affermato - per verificare la portata effettiva delle migliorie annunciate dai ministri Costa e Di Maio. Nelle dichiarazioni dei due ministri si fa infatti riferimento a meccanismi certificativi che appare indispensabile esaminare approfonditamente per valutarne l’effettiva efficacia e non ad una valutazione preventiva dell’impatto ambientale e sanitario della configurazione produttiva ipotizzata da Mittal .Valutazione che avevamo proposto e che continuiamo a considerare la via maestra da percorrere. Per Legambiente resta essenziale e dirimente l’eliminazione dei rischi sanitari già evidenziati da Arpa Puglia per una produzione superiore ai sei milioni di tonnellate annue di acciaio anche dopo l’attuazione di tutti gli interventi previsti dall’A.I.A. del 2012".

     

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