Giovedì, 20 Settembre 2018

    Ilva, le ombre sull'accordo secondo i Liberi e Pensanti In evidenza

    Lo definiscono "un accordo capestro, elaborato alla faccia di decenni di lotte per i diritti dei lavoratori". I componenti del comitato "Cittadini e Lavoratori Liberi e Pensanti" non usano mezze misure per definire l'accordo sindacale siglato al Mise tra i sindacati confederali e di categoria e la società Am InvestCo. Accordo che proprio in queste ore è al vaglio delle tutte blu nell'ambito delle assemblee che si stanno svolgendo in fabbrica.

     "Ad una prima analisi - sostiene il comitato - le incertezze più gravi sono le seguenti: 1. non è chiaro alle dipendenze di chi verrà concretamente assunto l'operaio. Se di AM InvestCo o delle società appositamente costituite per l'operazione; 2. da nessuna parte è scritto che i dipendenti verranno adibiti da AM InvestoCo o dalle sue affiliate presso lo stabilimento di Taranto. Anzi, nell'allegato 1 recante il modello di proposta di assunzione, è espressamente previsto che il nuovo datore di lavoro, a suo insindacabile giudizio, abbia la facoltà di trasferire la sede di servizio; 3. l'accordo prevede l'interruzione definitiva e transattiva del rapporto di lavoro con Ilva e la nuova assunzione da AM InvestCo/affiliate, in deroga alle norme codicistiche e giuslavoristiche che prevedono il principio di continuità del rapporto di lavoro con l'affittuario d'azienda (con obbligo di acquisto, come nella fattispecie). In questo modo il nuovo datore non risponderà di alcuna pretesa che il dipendentemente abbia ad avere e che sia riconducibile al pregresso, sia in termini economici che previdenziali e persino eventualmente risarcitori; 4. Il premio di risultato per il lavoratore è subordinato all'utile di esercizio. Tuttavia nell'accordo l'utile di esercizio è riferito al bilancio consolidato, ovvero a quello di tutto il gruppo, non solo di quello della società che concretamente assumerà il lavoratore".

     

    A questo si aggiunga, sostengono i Liberi e Pensanti, che "nessuna pretesa potrà rivendicare il lavoratore nei confronti di Ilva, perché per la conclusione del vecchio rapporto di lavoro finalizzato alla nuova assunzione è espressamente prevista la rinuncia del lavoratore alle garanzie previste dall’articolo 2113 del codice civile. In sostanza nessuna pretesa giuridicamente tutelabile, che sia riconducibile al passato, potrà essere fatta valere né contro il vecchio né contro il nuovo datore di lavoro, essendo il dipendente chiamato ad una rinuncia preventiva, totale e tombale dei propri diritti".

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