Giovedì, 13 Dicembre 2018

    Monitoraggio di viadotti e sottopassi, il Comune individua 4 opere pubbliche

    By Marco RUFFO Settembre 21, 2018 261
    Immagine da Google Maps Immagine da Google Maps

     

     

     Sono quattro le opere pubbliche che - dopo il crollo del ponte Morandi - il Comune di Taranto intende far monitorare. Si tratta del cavalcaferrovia sulla strada per Massafra, in zona “Croce”; dei sovrappassi e dei cavalcavia di via Ancona; del piazzale pedonale Bestat, ovvero della superficie pedonale e del sottopasso carrabile; del ponte della ferrovia su via Napoli, al quartiere Tamburi.

    “Stante la vetustà delle infrastrutture esistenti – si legge nella determina del settore Lavori Pubblici del Comune - è necessario avviare delle procedure di ispezione e verifica sulle stesse da parte di un tecnico esperto in infrastrutture stradali ed esperto in verifica di opere in cemento armato”.

    L’esperto in questione è stato individuato il 31 agosto scorso. A quella data risale, infatti, la lettera inviata all’ingegner Davide Mancarella “individuato quale soggetto idoneo a presentare offerta per l’esecuzione dei servizi di ingegneria”.

    Al tecnico è stato chiesto di eseguire ispezioni visive e indagini preliminari per la valutazione dello stato di ponti e viadotti più rilevanti della città. Le ispezioni - dirette ed indirette – potranno avvalersi “anche di strumentazioni distruttive e non distruttive”. Per la verifica, la direzione Lavori Pubblici ha stanziato 39.850 euro oltre oneri accessori.

    Tra le opere “attenzionate” – per usare il gergo legalese – non vi è il ponte san Francesco, a tutti noto come ponte girevole. Il motivo potrebbe risiedere nel fatto che la sua manutenzione ordinaria spetta alla Marina Militare e che – sebbene la struttura necessiti di lavori straordinari - gli stessi sono stati inseriti nel Contratto di Sviluppo Istituzionale per Taranto.

    Giova ricordare che la verifica sullo stato di salute del sistema di strade, ponti e viadotti italiani è stata richiesta dal ministero dei Trasporti che il 20 agosto scorso ha chiesto alle amministrazioni pubbliche locali di effettuare in tempi rapidi – 10 giorni – un monitoraggio delle opere a rischio. Ai Comuni, poi, il compito di inviare a Roma le schede relative agli interventi necessari per "rimuovere condizioni di rischio riscontrate nelle tratte infrastrutturali di competenza".  Il Mit chiedeva inoltre che le schede venissero corredate da "adeguate attestazioni tecniche, indicazioni di priorità e stima indicativa dei costi". 

     

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