Venerdì, 19 Ottobre 2018

    Inquinamento acustico, ecco la mappa delle 10 zone dove intervenire In evidenza

    Foto di repertorio Foto di repertorio

    Il piano d’azione relativo ai fenomeni acustici nell’agglomerato di Taranto è stato approvato dalla Giunta comunale. Redatto dall’Arpa, il piano si compone di diversi elaborati che sono stati pubblicati a maggio di quest’anno sul sito istituzionale dell’agenzia per la protezione ambientale, nonché sul sito del Comune di Taranto. Durante i 45 giorni successivi non sono pervenute osservazioni, pareri o memorie in forma scritta; ragion per cui il piano è stato approvato così come redatto.

    Era necessario fare presto alla luce della deadline indicata dal decreto legislativo 194 del 2005 che stabiliva l’obbligo di elaborare i piani di azione degli agglomerati e di trasmetterli alla Regione entro il 18 luglio 2018.

    Ma quali sono le novità che emergono dal report?

    Per quanto riguarda le infrastrutture ubicate nell’agglomerato di Taranto in carico ad ANAS, Rete ferrovie italiane e Ferrovie dello Stato, le misure di mitigazione preventivate sono:

    • ANAS spa: barriere fonoassorbenti lungo la SS7 e la SS7ter, per una lunghezza complessiva pari a circa 270 metri; stesa di asfalti fonoassorbenti lungo la SS7, la SS7ter e la SS106, per una lunghezza complessiva pari a 3.750 m; sostituzione infissi presso edifici critici situati lungo la SS7, la SS7ter e la SS106 per una superficie complessiva pari a circa 960 mq;
    • RFI: Installazione di barriere fonoassorbenti per una lunghezza complessiva pari a 1436 m; n. 5 interventi diretti (sostituzione degli infissi) su ricettori isolati;
    • FSE non prevede nuovi interventi rispetto a quanto comunicato col precedente piano di azione, ovvero l’installazione di 2 barriere fonoassorbenti di tipo “verde”, alte 5 metri e lunghe rispettivamente 380 metri e 82+160 metri.

    “Relativamente agli insediamenti industriali ricadenti all’interno dell’agglomerato – si legge nella relazione Arpa -, si segnala che ILVA Spa in amministrazione straordinaria, nell’ambito delle prescrizioni del piano di monitoraggio e controllo dell’A.I.A. attualmente vigente, ha previsto la realizzazione di una serie di interventi di mitigazione acustica su alcune sorgenti interne allo stabilimento. Tali interventi, pur avendo finalità differenti rispetto a quelle del presente studio, potranno avere ricadute positive in termini di popolazione esposta al rumore, sebbene il numero di persone esposte a sorgenti industriali e porto, stimato nell’aggiornamento della Mappa Acustica Strategica sia già trascurabile. Le altre sorgenti analizzate nell’ambito della mappa acustica strategica di Taranto (ferrovie, industria e porto) non hanno mostrato particolari criticità”.

    “Allo stato attuale – fa notare ancora l’Arpa - il Comune di Taranto non è dotato di un Piano di Zonizzazione Acustica vigente e non ha redatto nessun Piano di Risanamento Acustico, sebbene abbia chiesto l’avvio del procedimento di Verifica di assoggettabilità V.A.S e contestuale avvio del procedimento di VINCA, necessari per l’approvazione della proposta di Piano di Zonizzazione Acustica”.

    A questo, fa da contraltare il fatto che, “la recente predisposizione della bozza del Piano Urbano della Mobilità Sostenibile (PUMS) del Comune di Taranto, elaborata secondo le Linee guida Europee, Nazionali e Regionali, laddove approvata, potrebbe dare ricadute positive in termini di riduzione dell’esposizione al rumore”.

    Inoltre l’agenzia segnala che “nel periodo intercorso tra il precedente Piano di Azione e il presente studio, il Comune di Taranto ha messo in campo alcune azioni, in particolare sulla mobilità urbana, che potrebbero aver avuto una ricaduta positiva sul clima acustico del territorio”.

     

    Localizzazione delle prime dieci aree critiche e interventi suggeriti

    Gli interventi suggeriti sono di due tipi:

    • “interventi pianificati dalle autorità competenti per i successivi cinque anni” da attuare con particolare urgenza;
    • “strategie di lungo termine”.

    La prima tipologia di interventi viene presa in considerazione per le prime dieci aree risultate più critiche in termini di indice di Priorità che sono riassunte nella seguente mappa.

    Per ognuna di esse sono stati ipotizzati vari scenari di risanamento, ottenuti dalla combinazione di differenti interventi di mitigazione, fa sapere ancora l’Arpa. Le soluzioni individuate nei diversi scenari sono:

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