Giovedì, 13 Dicembre 2018

    Tornado 2012: commemorazione di Francesco Zaccaria al molo Sant’Eligio

    By F.Calderone Novembre 28, 2018 112

    Sei anni fa un potente tornado colpiva Taranto e Statte, causando la morte dell’operaio Ilva Francesco Zaccaria, caduto in mare con la gru sulla quale stava lavorando al porto. Anche quest’anno il comitato “12 Giugno” del presidente Cosimo Semeraro ha voluto rendere omaggio allo sfortunato lavoratore commemorandolo al molo Sant’Eligio. Letti inoltre tutti i nomi delle vittime che hanno perso la vita sul posto di lavoro.

    Presenti diverse autorità civili e religiose: il prefetto Donato Cafagna, il questore Stanislao Schimera, il comandante provinciale dei Carabinieri Luca Steffensen e l’arcivescovo di Taranto Filippo Santoro. Hanno presenziato anche alcune associazioni e rappresentanze studentesche. Assenti invece gli esponenti del Comune di Taranto pare per impegni politici improrogabili. Al termine dell’evento monsignor Santoro ha deposto in mare una corona di fiori in memoria di Zaccaria.

    Vi proponiamo qui di seguito gli interventi di alcuni partecipanti alla manifestazione:

    Semeraro (Presidente comitato “12 giugno”): “Abbiamo cominciato con queste iniziative nel 2007 in piazza dei caduti sul lavoro al rione Tamburi. Oggi mi sento di dire grazie ai ragazzi che sono venuti qui, il futuro è vostro e chiedo scusa per ciò che noi genitori non abbiamo fatto perché abbiamo lasciato un’Italia non bella. Fate sempre attenzione alla vostra salute sui posti di lavoro e pretendete di far rispettare i sacrosanti diritti sanciti dalla Costituzione”.

    Santoro (Arcivescovo di Taranto): “Siamo qui per dare un incoraggiamento a coloro che lottano contro i pericoli derivanti dal lavoro e per ricordare il sesto anniversario di Francesco Zaccaria, scomparso nel tornado del 2012. Vivemmo quel giorno un dolore enorme, esprimo vicinanza e solidarietà ai suoi parenti e a tutti i familiari delle vittime perché è nostra responsabilità evitare che ci siano altri decessi sul lavoro. Rinnoviamo l’impegno di tutti affinché il lavoro sia sempre per la vita e non per la morte. Ci occupiamo di essere responsabili della dignità del prossimo e la nostra sofferenza deve spalancarci le porte alla speranza”.

    Cafagna (Prefetto di Taranto): “Voglio testimoniare la presenza delle istituzioni nel ricordo delle vittime del lavoro. C’è purtroppo un grande carico di sofferenze, ricordo ad esempio gli ultimi caduti del 13 novembre scorso ai Tamburi. Queste pagine umane di grande dolore fanno sì che ci sia un senso di responsabilità da parte nostra e ci auguriamo che simili tragedie non si ripetano mai più. Da gennaio saranno avviate nuove attività formative e informative per gli operatori del porto, che coinvolgeranno un migliaio di lavoratori. Occorre focalizzare l’attenzione affinché ci siano tutte le cautele per la sicurezza sul lavoro. Poi il 4 dicembre ci sarà presso l’università un’iniziativa destinata ai lavoratori e ai datori di lavoro del settore edilizio. Deve esserci un impegno continuo per raggiungere la legalità, non possiamo permettere che ci sia un sottovalutazione del problema”.

    Schimera (Questore di Taranto): “E’ un momento di grande tristezza anche perché nell’elenco delle persone che non ci sono più sono presenti tanti nomi di colleghi e colleghe che hanno dato la vita per il nostro Stato. La nostra volontà è fare di più per garantire un futuro migliore per noi e soprattutto per i nostri figli. Spero che i ragazzi comprendano questo messaggio. Questa partecipazione ci colpisce e ci tiene uniti. Ritengo inoltre sia importante non dimenticare perché deve essere un monito per il futuro e la speranza è che queste disgrazie non si verifichino più”.

    Steffensen (Comandante provinciale Carabinieri): “Per me si tratta della prima partecipazione a questo appuntamento. E’ molto importante continuare sulla strada della legalità per rendere sicuri i posti di lavoro. Bisogna formare le nuove generazioni sul concetto di sicurezza nello svolgere le loro attività. Si tende spesso a trascurare i piccoli dettagli che invece sono importanti. A Taranto ho l’impressione che le protezioni da usare come il casco o le cinture siano facoltative ed invece non è così. Nei luoghi più complessi come le grandi industrie è fondamentale seguire le indicazioni perché sono posti pericolosi dove ci si può far male in ogni momento, se non vengono presi i giusti accorgimenti”.

    Riondino (Presidente Csv Taranto): “E’ importante ricordare anche le vittime del volontariato. Nell’azione volontaria e della Protezione Civile assistiamo a persone che muoiono per le attività svolte verso il prossimo. Negli ultimi 15 anni si contano più di 450 morti, che a volte non sono nemmeno commemorati nella giusta maniera”.

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