Giovedì, 23 Novembre 2017

    Imprese Taranto: segno positivo nel II trimestre 2014

    Andamento positivo per il II trimestre 2014. Migliora dunque, nel periodo compreso tra aprile e giugno, il saldo tra nuove imprese e cessazioni. Dopo gli sconfortanti dati negativi dei primi mesi dell'anno, l'economia tarantina può tirare un respiro di sollievo.

     

    «La crisi allenta la presa, ma la crescita è lontana». È quanto emerge dai dati di Movimprese elaborati dal Centro Studi della Camera di commercio di Taranto.

    «Nel periodo in esame a Taranto ci sono state 801 iscrizioni al Registro delle imprese e 538 chiusure, con un saldo di 263 unità e un tasso di crescita del 0,55%. -riporta la Camera di Commercio- Un bel balzo in avanti rispetto ai primi tre mesi del 2014 che si erano chiusi con un desolante -0,67% ed un saldo di -323».

    Le imprese registrate al 30 giugno 2014 in provincia di Taranto sono 47.802 a fronte delle 47.586 del primo trimestre e si registrano 158 nuove imprese attive. Snocciolando i dati, ci si accorge che l'andamento economico di Taranto si discosta lievemente da quello regionale e da quello nazionale: +0,59% per entrambi gli ambiti. Tuttavia, la provincia di Taranto è tra quelle che crescono meno in Puglia. Solo Bari, con 0,34% fa peggio del capoluogo ionico. La realtà più dinamica è invece Foggia (+0,89%) seguita da Lecce (+0,83%) e Brindisi (+0,59%). Taranto primeggia in Puglia invece nel comparto artigiano con un tasso di crescita di 0,42% ed un saldo di +32 aziende. Le ditte individuali costituiscono il segmento più numeroso in provincia di Taranto con 30.681 imprese registrate e 29.909 attive ed un saldo di +65 unità. Crescono le società di capitale (10.307 registrate, 6.762 attive) con un aumento, nel secondo trimestre 2014, di 159 imprese. Quasi stazionario l'andamento delle società di persone (4754 registrate, 3323 attive), con un saldo di 7 unità. Le altre forme societarie registrano un saldo positivo di 18 unità e contano complessivamente 2060 imprese registrate, di cui 1289 attive.  Per quanto riguarda i settori produttivi, le peggiori performance a livello provinciale riguardano le attività manifatturiere (-21), l'industria delle confezioni (-8) e quelle alimentari (-6). Il commercio conferma il suo stato di sofferenza: -42 tra vendita al dettaglio e all'ingrosso. In ripresa, rispetto ai primi tre mesi dell'anno, agricoltura e costruzioni, entrambi con un saldo negativo di -3 imprese. In aumento, nella provincia di Taranto, alberghi e ristoranti (+10), attività finanziarie, assicurative e del credito.

    «Il dato del II trimestre 2014, seppure incoraggiante, non deve trarre in inganno – sottolinea il presidente della Camera di commercio di Taranto, Luigi Sportelli - Le 538 chiusure al 30 giugno, si aggiungono alle 1238 dei primi tre mesi dell’anno, per un totale di 1776 cessazioni nell’anno in corso. La crisi, quindi, c’è e fa sentire il suo peso. Il saldo positivo nel periodo in esame fa ben sperare, ma è evidente che un’impresa che chiude ha un impatto maggiore sul territorio rispetto ad una nuova attività che deve consolidarsi e affermarsi».

    Solidi ed efficaci politiche di sviluppo, a detta del presidente Sportelli, devono dunque accompagnare e sostenere il sistema delle imprese nel suo complesso.

    «Rispetto ad altri territori Taranto sconta un gap maggiore in termini di mancata coesione e quindi di minore capacità di programmare una vision strategica per il futuro. L’impegno della Camera di commercio di Taranto -conclude- è volto a colmare questa distanza attivando un sistema di “Intelligenza economica territoriale” che recuperi una visione organica del territorio superando l’attuale disaggregazione e parcellizzazione».    

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