Martedì, 19 Marzo 2019

    Prezzo degli agrumi in picchiata, crisi nera per il settore

    Il 50% degli agrumi presenti sulle piante rischia di non essere raccolto. É l'effetto della discesa vertiginosa dei prezzi che induce gli agricoltori a non sostenere ulteriori costi per la raccolta, sapendo già che questi non verranno coperti grazie alla vendita dei prodotti.

     


    Il presidente della sezione tarantina di Confagricoltura, Luca Lazzàro, parla di "calamità silenziosa" che sta gelando le aspettative dei produttori agrumicoli. "Una prospettiva - precisa Lazzaro - che non risparmia nemmeno le clementine, prodotto principe dell’area compresa tra Massafra, Castellaneta, Ginosa, Palagianello e Palagiano, dove operano quasi 2mila aziende".

    Secondo il numero uno di Confagricoltura Taranto, "l’andamento del prezzo medio non lascia scampo: 44 centesimi al chilo a novembre per le clementine, ossia meno 18 per cento rispetto al mese precedente, 37 centesimi al chilo per le arance, in risalita di un misero 1,6% nello stesso periodo".

     "Ma è a gennaio – dice preoccupato Luca Lazzàro – che i prezzi sono ulteriormente crollati. Sulla piazza di Taranto le clementine quotano all’origine tra 23 e 28 cent al chilo, mentre le arance tra 28 e 33. Sono le cifre di un vero e proprio disastro, contro il quale stiamo provando a costruire un argine comune con la Provincia di Taranto, recentemente investita di un problema che, sia chiaro, si somma agli altri sollevati in maniera eclatante dalla mobilitazione dei gilet arancioni: Psr in gravissimo ritardo, Xylella e gelate".

    A rischio c’è un settore, quello agrumicolo, che vale tra i 60 e gli 80 milioni annui e si avvale di diverse migliaia di giornate dei lavoratori agricoli. Per Lazzàro, però, non bisogna fermarsi all’emergenza costituita dal prezzo assolutamente non redditizio: "Lo stallo – spiega il presidente – è strutturale e di sistema ed è dovuto ad una serie di concause. Innanzitutto la mancata attuazione del catasto agrumario, ma anche l’inadeguatezza degli apparati commerciali, la mancanza di una pianificata e ponderata politica di miglioramento delle varietà, la vulnerabilità delle piante rispetto alle virosi sempre più aggressive, la rigidità della burocrazia che impedisce o ritarda, rendendola inefficace, ogni forma di sostegno al reddito o aiuto finanziario per l’ammodernamento del parco macchine e attrezzi delle aziende agricole, ormai obsoleto".

    Vota questo articolo
    (0 Voti)
    banner_igenia.jpg
    energy.jpg
    engineering.jpg
    © 2014 associazione CronacheTarantine. Tutti i diritti sono riservati