Mercoledì, 21 Agosto 2019

    Stop ai matrimoni in Comune, Baldassari e Nilo protestano In evidenza

    I consiglieri comunali Stefania Baldassari e Marco Nilo protestano contro la decisione assunta dal sindaco di Taranto Rinaldo Melucci che vieta lo svolgimento dei matrimoni nella Sala degli Specchi di Palazzo di Città.


    “La celebrazione dei matrimoni nella sede di Palazzo di Città, spesso in concomitanza di eventi istituzionali, rende poco agevole lo svolgimento delle relative attività. Per questo, si ritiene di evitare d’ora in poi lo svolgimento dei matrimoni presso Palazzo di Città”. A mettere nero su bianco queste indicazioni, secondo il consiglieri comunali d'opposizione, Stefania Baldassari e Marco Nilo, sarebbe stato il sindaco di Taranto in prima persona. E lo avrebbe fatto con nota ufficiale il cui numero di protocollo sarebbe il seguente: 73998/2018.


    "Si tratta - denunciano i due consiglieri d'opposizione - di una decisione irragionevole, che non tiene conto delle tradizioni e della cultura di Taranto e che arbitrariamente priva i nubendi tarantini della possibilità di celebrare il giorno più importante della loro vita presso il palazzo più importante della nostra città. In una Puglia che punta molto sul business dei matrimoni e sulle conseguenti ricadute anche in termini di turismo mettendo a disposizione le più belle strutture comunali, il Sindaco di Taranto prende una decisione assurda e anacronistica. A ciò si aggiunga che il Sindaco ha creato con la sua nota un vero e proprio vuoto amministrativo poiché la Sua disposizione, sempre contenuta nella nota sopra citata, che indica Palazzo Pantaleo quale nuova sede per la celebrazione dei matrimoni civili, di fatto al momento non risulta applicabile. L'antico edificio non risulta né fruibile né utilizzabile poiché manca la integrazione e la modifica del regolamento comunale, con l'indicazione, ad esempio, delle relative tariffe".


    "La decisione del Sindaco - concludono Nilo e Baldassari - è incomprensibile e punitiva: invece di consentire ai cittadini ed ai turisti di poter godere della bellezza del nostro Palazzo di Città, se ne interdice l'accesso; sarebbe bastato regolamentarlo ed evitare cosi eventuali possibile interferenze con la attività istituzionale. Peraltro il tutto senza una adeguata informazione".

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