Martedì, 26 Marzo 2019

    L'ordine dei medici chiede la caratterizzazione dei giardini pubblici

    Foto di repertorio Foto di repertorio Foto Studio Renato Ingenito

    "Eseguire al più presto nei giardinetti frequentati dai bambini, in tutta la città di Taranto, una caratterizzazione analoga a quella effettuata negli anni scorsi nelle aree a verde del quartiere Tamburi, per verificare l’eventuale presenza di metalli e composti tossici.

    É questa la richiesta nelle scorse settimane dall’ordine dei medici chirurghi e degli odontoiatri della provincia di Taranto, rappresentato dalla dottoressa Annamaria Moschetti, pediatra e presidente della commissione ambiente, nel corso di una riunione che si è svolta a Bari, nella sede della direzione generale dell’agenzia regionale per l’ambiente, Arpa.

     

    All’incontro hanno preso parte anche il direttore generale dell'Arpa, Vito Bruno, il direttore scientifico, Nicola Ungaro, il direttore del Centro Regionale Aria, Roberto Giua, e la dottoressa Maria Serinelli del Presidio ospedaliero Unità Ambiente Salute.

     

    Durante l’incontro è stata sottolineata la necessità di prestare particolare attenzione al rischio neurotossico e cancerogeno dei contaminanti immessi in ambiente con un focus sui bambini, che avendo un comportamento bocca-mano assorbono maggiormente tali inquinanti rispetto agli adulti. In quest’ottica, dunque, va letta la richiesta di caratterizzazione dei suoli dei giardinetti di tutta la città, ritenuta di prioritaria importanza al fine di tutelare la salute dei bambini e di garantire loro il diritto al gioco libero negli spazi aperti, così come prescritto dalla Convenzione sui  diritti dell’infanzia e dell’adolescenza.

     

    "Questa iniziativa assume il carattere dell’opportunità e dell’urgenza - scrive l'ordine dei medici - anche alla luce dell’ordinanza sindacale di qualche giorno fa che vieta ogni tipo di attività in tutta l’area Sin della Salina Grande, a causa del superamento della Concentrazione Soglia di Contaminazione (CSC) per alcune sostanze tossiche ed alla luce della recente sentenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo che ha condannato l’Italia per non aver tutelato e garantito il diritto alla salute e all’integrità psico-fisica dei cittadini di Taranto".

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