Domenica, 26 Maggio 2019

    Suicidio in carcere, l'on. De Giorgi denuncia sovraffollamento e mancanza di personale In evidenza

    Il carcere di Taranto esplode e non c'è personale sufficiente a garantire la sicurezza interna alla struttura. A lanciare nuovamente l'allarme è dalla deputata del Movimento 5 Stelle, Rosalba De Giorgi, che dunque fa parte della maggioranza parlamentare che governa il Paese.


    A determinare la presa di posizione della portavoce tarantina ha contribuito quanto accaduto nel penitenziario ionico, la scorsa settimana, tornata al centro della cronaca per l'ennesimo suicidio di un recluso: "l'ennesima tragedia - commenta De Giorgi - che ha visto come vittima un 42enne la cui determinazione a “farla finita” è stata più forte della certezza che alla fine di agosto avrebbe espiato la pena a cui era stato condannato".

    "Si è trattato - prosegue la deputata - di un drammatico evento che, purtroppo, nel penitenziario del capoluogo ionico non può ritenersi un caso isolato. Anzi. A febbraio un altro uomo ha preferito porre fine alla sua esistenza senza attendere la celebrazione del processo a carico. Non pare azzardato ipotizzare che dietro questi gesti estremi vi possano essere anche le difficili condizioni di vivibilità all'interno di una struttura carceraria che da anni viene indicata come la più affollata d'Italia".

    Qui si arriva al punto nodale: ricorda la portavoce che "i 306 posti regolamentari nelle 282 celle sono occupati dal doppio dei detenuti". "Questi ultimi - denuncia la parlamentare - se da un lato possono contare su un teatro, su tre biblioteche e su un laboratorio, dall'altro non hanno a disposizione un campo sportivo, una palestra o un'officina. Ma non solo. Ad occuparsi di loro sono solo quattro educatori e questo quando, invece, la pianta organica ne prevede otto".

    "In poche parole, all'interno della Casa Circondariale di Taranto - conclude l'onorevole Rosalba De Giorgi - siamo di fronte ad una situazione senza precedenti, che rischia di assumere proporzioni ancor più preoccupanti. La carenza di personale, la gravità delle condizioni di vita e gli atti di autolesionismo non possono lasciare indifferenti, ormai sono emergenze la cui soluzione non può più essere differita".

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