Venerdì, 15 Novembre 2019

    Ambientalisti davanti ArcelorMittal: “Vogliamo chiusura fonti inquinanti” In evidenza

    Foto Studio R.Ingenito Foto Studio R.Ingenito

    In concomitanza con la presenza a Taranto del vicepremier Luigi Di Maio, diverse associazioni e comitati ambientalisti hanno tenuto stamane un’assemblea davanti alla portineria di ArcelorMittal. Utilizzando lo slogan ‘Il tempo è scaduto’, è stata ribadita la ferrea volontà di giungere alla chiusura delle fonti inquinanti derivanti dallo stabilimento siderurgico. I gruppi di cittadini ionici hanno ricordato che per 10 mesi si è tentato di colloquiare col governo, il quale ha preferito la continuità produttiva senza comunque puntare su un serio piano per il futuro di Taranto. Le associazioni e comitati ambientalisti hanno inoltre sottolineato che l’obiettivo della chiusura progressiva delle fonti inquinanti era presente nel contratto di governo Lega-M5S, ma non si è mai venuti a conoscenza del programma concreto che avrebbe portato alla chiusura dell’ex Ilva.

    Tra coloro che sono intervenuti durante l’assemblea, Stefano Sibilla della Flm/Cub ha affermato che “siamo ormai stanchi delle minacce dell’azienda, eravamo consapevoli sin dal 6 settembre scorso che quel contratto firmato con ArcelorMittal fosse pietoso. Serve un’unione tra lavoratori e cittadini affinché si possa arrivare alla chiusura delle fonti inquinanti e alle operazioni di bonifica da far effettuare agli stessi operai”.

    ‘Taranto Respira’ si sofferma sull’obiettivo di “presentare un piano di dismissione della fabbrica” ed invoca “un tavolo col governo affinché si possa programmare la chiusura dello stabilimento anche con l’ausilio di finanziamenti europei”.

    ‘Tamburi combattenti’ rievocano le varie problematiche del quartiere, dai wind days al gas radon passando per il sequestro delle collinette ecologiche e la conseguente chiusura dei plessi scolastici ‘Deledda-De Carolis’ e dichiarano che “ormai i nostri figli si stanno ammalando e stanno morendo, si sta distruggendo tutto ciò che ci circonda. Serve innanzitutto una riconversione mentale al fine di rispettare l’ambiente e le persone. L’unica soluzione che noi proponiamo è la chiusura di ArcelorMittal”.

     

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