Lunedì, 16 Settembre 2019

    Mitilicoltori ad Emiliano: "Troppi ritardi, subito un tavolo di confronto" In evidenza

    Foto di repertorio Foto di repertorio Foto Studio R.Ingenito

    C'è malcontento tra i mitilicoltori tarantini. Malcontento ed impazienza per i troppi ritardi accumulati negli anni. Il rilancio del settore stenta “malgrado i ripetuti incontri e tavoli tecnici - si legge in una nota firmata da diverse associazioni di categoria - dove si erano ipotizzate iniziative di sostegno alla mitilicoltura tarantina, finalizzate al superamento della fase di emergenza sanitaria e calamità naturale e che prevedevano l’avvio di attività di formazione degli operatori, qualificazione e riorganizzazione dei sistemi di produzione e marketing”. 
     
    La lettera ha come destinatario il presidente della Regione, Michele Emiliano, e porta le firme di Emilio Palumbo di Agci Pesca, Cosimo Bisignano di Lega Pesca, Leonardo Giangrande e Cosimo D’Andria di Confcommercio. I problemi sollevati sono diversi. Uno di questi riguarda i fondi comunatari. Ecco cosa scrivono i vertici delle associazioni che tutelano i mitilicoltori: “Constatata impossibilità della mitilicoltura jonica di poter accedere alle risorse dei fondi comunitari per la pesca Gac, si era valutato di individuare una linea di intervento ad hoc che, naturalmente, non è stata messa a punto”. 
     
    “Ma il fatto più grave - sostengono  le associazioni - è che gli operatori attendono da circa due anni la classificazione (in classe A) delle acque del secondo seno del Mar Piccolo perché da circa 24 mesi la Asl di Taranto ha certificato – attraverso una costante attività di analisi a campionamento - il ricorrere di condizioni che consentirebbero tale classificazione”. “Tuttavia, inspiegabilmente - affermano ancora le associazioni della pesca -, l’Ufficio Veterinario regionale non ha ancora adottato il provvedimento. Tale situazione determina non solo l’aggravio di costi per la depurazione del prodotto, ma impedisce l’avvio di una campagna di comunicazione che consenta di rilanciare l’immagine della cozza tarantina, sempre e solo associata alla situazione di criticità del primo seno”. 
     
    Un ritardo ritenuto inammissibile e colpevole. Ad Emiliano si chiede dunque di convocare un "tavolo di confronto regionale che consenta di individuare un serio percorso di rilancio del settore”. E di farlo in tempi brevi.

     

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