Sabato, 19 Settembre 2020

    Frescheria Jamaica, l’estate dei piedi sulla sabbia e delle mascherine

    By Alessandra Macchitella Settembre 03, 2020

    Sul litorale tarantino esiste un angolo di Jamaica dove poter mangiare un piatto di orecchiette o di cozze, godendosi il tramonto con i piedi sulla sabbia. La frescheria Jamaica è uno dei locali più frequentati dell’estate tarantina.

    Un appuntamento per molti che si conferma di anno in anno, tavoli sul mare e musica da sottofondo, in un’atmosfera rilassante che sembra far parte del locale stesso.

    Nell’estate 2020, quella del coronavirus, anche qui qualcosa è cambiato. All’ingresso si accede solo con mascherina ed esclusivamente dopo aver rilevato la temperatura e registrato su un apposito elenco nome e numero di telefono (per essere facilmente rintracciabili in caso di presenza nel locale di una persona risultata positiva al Covid).

    «Il coronavirus ci ha messo in ginocchio - racconta il titolare Vito Junior Alfonso - , ci siamo difesi portando avanti la ristorazione ma siamo soprattutto una struttura notturna. A causa della pandemia sono state bloccate tante nostre manifestazioni musicali e molti artisti non hanno potuto raggiungerci. Non riusciamo a garantire la distanza di sicurezza richiesta dai decreti per le strutture come le discoteche.

    Così ad andare avanti in questa estate giù di tono è stata la ristorazione caratterizzata dal nostro tipico menu casereccio, fatto di spaghetti con le cozze e orecchiette con il cacio. Per applicare tutte le precauzioni previste per evitare i contagi abbiamo iniziato la nostra attività in ritardo, il 22 giugno. In ritardo sono arrivati anche gli aiuti previsti dallo Stato.

    I clienti storici, così come i nuovi clienti non sono mancati, ma il bilancio della stagione è comunque negativo». Un’apertura rimandata anche per paura: «Ci arrivavano notizie di controlli dei locali e successive chiusure - continua il titolare - e inizialmente non volevamo aprire per timore. Il nostro è un posto semplice e “fatto in casa”, ogni tavolino o sedia è un elemento della nostra famiglia, accumulato in 20 anni di attività.

    A ridosso dell’estate in tanti ci chiedevano notizie circa la data della riapertura ma non volendo correre rischi abbiamo prima preso le dovute precauzioni per mantenere la distanza, chiesto l’obbligo delle mascherine, applicato la sanificazione, inserito la cartellonistica informativa e gli igienizzanti. Speriamo in una ripresa, intanto noi siamo sempre qui per chi ama mangiare vista mare e con i piedi sulla sabbia».

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