Riforma Autorità Portuale: L'intervento del Sindaco Stefano

Mercoledì, 16 Aprile 2014 00:00

Era stato previsto che il piano di riforma del sistema portuale avrebbe sollevato qualche osservazione. Il Sindaco Stefano scrive al Ministro delle Infrastrutture On Maurizio Lupi e al Sen. Marco Filippi,  componente della Commissione Lavori Pubblici del Senato che sta trattando l’ampio dossier sulla portualità italiana, prima che la proposta che include accorpamenti e riduzioni delle Autorità portuali prenda la strada del disegno di legge

 

Pure nella certezza che anche questo importante settore economico-produttivo non può sottrarsi alla logica della spending review, attraverso la riduzione del numero delle sedi delle Autorità Portuali, la proposta di riforma prefigura un declassamento di alcune realtà portuali, fra le quali anche quella di Taranto, in favore di altre aree strategiche.

Il Sindaco si fa portavoce delle istanze della comunità tarantina che guarda con forte preoccupazione a questa ipotizzata scelta che determinerebbe un ulteriore impoverimento della sua economia e, per queste ragioni, chiede al Governo nazionale tutti i confronti possibili ed utili a non declassare l'importante realtà portuale tarantina.

Allo stato attuale, i dati statistici sulle attività del Porto di Taranto declinano fattori di potenzialità attuali, ampie prospettive di sviluppo, collocazione strategica che impongano che la governance resti o meglio venga attribuita a Taranto. “L'accorpamento può essere accettato- scrive il Sindaco al Ministro- solo se risponde a processi di valutazione sufficientemente ponderati e a reali prospettive di sviluppo che guardano ad una pianificazione estesa delle aree retro-portuali. Su questo, sfido chiunque a dubitare che l'area portuale di Taranto, rispetto ad altre ne sia priva.”

Senza incorrere in forme di campanilismo, il Sindaco nella lettera rimarca il fatto che l'assetto territoriale retro-portuale di Taranto offre prospettive reali e concrete di espansione e di crescita in grado di soddisfare tutte le esigenze, anche future, delle attività portuali per le quali sono programmati lavori di potenziamento (al momento in fase di aggiudicazione). “E' del tutto scontato- continua il Sindaco nella nota - che un progetto di riforma se viene messo in campo, è anche perché deve guardare ai bisogni ed alle esigenze future del comparto, e il futuro portuale della Puglia e non solo di essa, è il porto di Taranto che per infrastrutture e collocazione geografica è la naturale porta sul Mediterraneo e sui paesi europei ed extracomunitari che su di esso si affacciano.”

Poi il primo cittadino lascia sfogo a una riflessione: “se da un lato si proclamano attenzioni soprattutto di livello governativo per sviluppare occasioni di crescita e di rilancio del nostro territorio per ripagarlo dei grossi sacrifici che ha patito anche in termini ambientali per la crescita del nostro paese, non si comprendono decisioni, come quelle ipotizzate nel redigendo progetto di riforma, che invece portano ad un declassamento del porto di Taranto che, è bene non dimenticare, è il più grande della Puglia, con inevitabili connessi effetti negativi”.

In tutta questa vicenda, i recenti annunci relativi agli ambiziosi progetti di sviluppo e di investimento sull'Aeroporto Arlotta di Grottaglie-Taranto, rendono ancora più incomprensibile questo tipo di decisione, anzi si pongono in netto contrasto con essa. “E' del tutto evidente che queste due realtà infrastrutturali - conclude il Sindaco- hanno necessità di “viaggiare” di pari passo, quanto a fattori di potenziamento ed utilizzo, per determinare le migliori condizioni di una intermodalità del trasporto: porto-aeroporto non solo motore di ripresa economica e rilancio produttivo dell'area jonica ma anche efficace rete di collegamenti nazionali, europei e trans-europei.”

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