Crisi edilizia, Ance: «si punti sul recupero del patrimonio immobiliare»

Mercoledì, 08 Ottobre 2014 00:00

La crisi ha travolto il settore edilizio minandone la stabilità alle fondamenta. Nel periodo 2008/2014 l'attività nelle costruzioni ha cumulato una perdita prossima al 30%, contribuendo per 1,5 punti percentuali al calo del Prodotto Interno Lordo. Questa in estrema sintesi i dati contenuti nel documento presentato da Bankitalia in sede di audizione alla Camera sul decreto Sblocca Italia. Uno scenario drammatico e preoccupante che, in Terra Ionica, diventa ancora più aspro.

L’Ance, sempre nel medesimo ciclo di audizioni, rincara la dose con 57mila imprese sparite dal mercato e circa 800mila lavoratori in meno lungo tutta la filiera delle costruzioni, ed una crisi complessiva di periodo che, senza il dato più che positivo della riqualificazione dello stock abitativo, porterebbe il settore ad un - 47%.

«La situazione tarantina nel settore, è ancora peggiore - esordisce il Presidente di Ance Taranto, Antonio Marinaro- ed i dati a nostra disposizione ci raccontano quasi un dimezzamento dell’attività produttiva e dell’occupazione».
Secondo Marinaro il territorio ionico deve poter individuare una strada percorribile per affrontare con decisione la crisi creando nuove occasioni di sviluppo.
«Se l’attività di recupero e riqualificazione del patrimonio immobiliare è l’unico comparto in positivo, allora questo deve indicare a tutti noi la strada da seguire. - prosegue il presidente Ance- La rigenerazione urbana può diventare allora la leva da azionare per investimenti in grado di riportare sul territorio cantieri ed occupazione. La riconsiderazione in chiave innovativa dei quartieri storici delle nostre città grandi e piccole rimetterebbe in giro cospicui finanziamenti pubblici e privati, riconsegnerebbe un futuro certo ai nostri centri storici e , fattore ormai indispensabile, farebbe vivere meglio i cittadini».
Una strada che ormai Ance, non senza difficoltà, «ha cominciato a percorrere, come dimostrano le azioni messe in campo per la città vecchia di Taranto e le diverse intese siglate con amministrazioni comunali della provincia per la rigenerazione e la valorizzazione dei patrimoni immobiliari pubblici».
Ma tutto ciò non sarebbe possibile senza un effettivo passo in avanti nei processi di spesa.
«Gli enti locali dovrebbero, in un regime di carenza di risorse finanziarie, impiegare al meglio i denari a disposizione puntando su celerità e qualità della spesa, nonché su una effettiva capacità di costruzione di alleanze e partenariati tra pubblico e privato».
La velocità dell’azione è dunque «determinante, sia nell’attuazione delle opere che nella gestione dei programmi complessi di trasformazione del territorio - precisa il Presidente Marinaro – altrimenti si rischia di vanificare ogni sforzo e di mettere a rischio la stessa tenuta delle imprese».
Così come è determinante anche «uno scatto di qualità da parte di tutti. Qualità progettuale, ma anche qualità delle cabine di regia dove si decidono le vie dello sviluppo locale e l'attuazione degli interventi. -aggiunge- Se la grave contingenza economica verrà affrontata con il giusto piglio ed energia la stessa si potrà superare con un accordo strategico e lungimirante tra le pubbliche amministrazioni e le imprese locali che possa interpretare davvero l'interesse generale».

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