Giovedì, 23 Novembre 2017

    Andamento imprese III trimestre 2014, Sportelli: «preoccupante stagnazione del sistema economico»

    «Avanti adagio, quasi ferma». È questa la fotografia dell’economia provinciale secondo le rilevazioni di Movimprese elaborate dal Centro Studi della Camera di commercio di Taranto, relative alla nati-mortalità imprenditoriale nel terzo trimestre 2014.

    Con 558 nuove iscrizioni e 514 cessazioni pari, il saldo è tutto sommato positivo attestando un +44 unità anche se il dato è nettamente inferiore rispetto al precedente trimestre che aveva fatto segnare +263 e nei confronti dello stesso periodo del 2013 che si era chiuso con un saldo di +147. Sono ancora meno incoraggianti i dati se si considera che la provincia ionica è quella che cresce meno a livello regionale. Il tasso di crescita nel trimestre luglio/settembre è infatti dello 0,09%, la media della Puglia è 0,20%. Nel confronto con le altre province della regione, Taranto è dunque fanalino di coda. La migliore performance regionale è di Lecce (0,26%), seguita nell’ordine da Foggia (0,25%), Bari (0,24%), Brindisi (0,18%). Il dato non cambia considerando il saldo in termini assoluti: +362 Bari, +184 Lecce, +180 Foggia, +66 Brindisi, +44 Taranto. 

    «La nati-mortalità imprenditoriale nella nostra provincia è segnata da ripetuti “stop and go” – sottolinea il presidente della Camera di commercio di Taranto, Luigi Sportelli - Il 2014 è cominciato malissimo, al netto delle chiusure di fine anno. Poi c’è stata una risalita ed ora una nuova flessione, sinonimo di una preoccupante stagnazione del sistema economico».
    Le difficoltà non risparmiano alcun comparto produttivo. Il segno negativo colpisce il manifatturiero, l’agricoltura, l’edilizia, il commercio, sintomo di una persistente difficoltà del mercato interno. Far ripartire la domanda, rimettere in moto i consumi diventa improrogabile, così come garantire alle imprese del territorio il necessario sostegno e supporto.
    «Taranto è penalizzata dalla difficile congiuntura nazionale, ma anche da fattori territoriali come il dissesto del Comune capoluogo che ha sottratto ingenti capitali alle imprese ed ai cittadini limitando la capacità di spesa di entrambi e che, a distanza di otto anni, non è ancora concluso. - spiega Sportelli- La Camera di commercio di Taranto ha più volte sollecitato, proposto ed auspicato la costituzione di un’Agenzia dello sviluppo quale sede per individuare le linee strategiche di crescita, sostenere la progettazione e accompagnare la fase esecutiva dei vari interventi. I dati economici del terzo trimestre 2014 confermano questa necessità e impongono a tutti gli stakeholder del territorio una consapevolezza ed una coesione diversa dal passato».
    Il settore che maggiormente ha sofferto nel periodo preso in esame da Movimprese è quello del commercio con un saldo negativo di -63 aziende. Andamento negativo anche per le costruzioni (-34 unità produttive), per le attività manifatturiere (-26) e dell’agricoltura (-19). Da ultimo, nonostante il comparto artigiano registri un saldo negativo di 6 unità, in questo settore Taranto è la provincia della Puglia che resiste meglio rispetto alla crisi.

     

     

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