CRISI: MOVIMPRESE, Taranto soffre ancora

Giovedì, 24 Aprile 2014 00:00

La crisi allunga i suoi effetti anche sul 2014. La provincia di Taranto e la Puglia soffrono ancora. La conferma arriva dai dati di Movimprese relativi al  primo trimestre 2014, elaborati dalla Camera di commercio di Taranto.

 

L’osservatorio sulla nati/mortalità delle aziende segna un saldo negativo per il territorio ionico: -321, risultato di 905 iscrizioni e 1226 cessazioni. Il saldo dei primi tre mesi del 2014 è peggiore di quello registrato nello stesso periodo del 2013: -290. Il tasso di crescita è -0,67%, in linea con l’andamento della regione: -0.66%. Il dato delle cancellazioni risente, però, delle chiusure di fine anno che statisticamente ricadono sul primo trimestre della nuova annualità.

I settori in maggiore sofferenza sono quelli che in prima battuta subiscono il calo dei consumi nel mercato interno e cioè commercio (-189) ristorazione e alberghi (-34). Tra le aree produttive, trend negativo per agricoltura (-166) e costruzioni (-76). Lieve flessione nel comparto metalmeccanico (-7), del legno (-3) e delle confezioni (-6).

In ordine alla composizione societaria crescono le società di capitale (+113), ma il segno positivo, seppure rilevante in termini percentuali (+1,13%), non è sufficiente a compensare l’emorragia tra le ditte individuali (-428) che costituiscono la fetta più grossa del tessuto imprenditoriale locale e il segno meno tra le società di persone (-22). Il tasso di crescita provinciale si attesta a -0,67%, pressochè identico a quello regionale: -0,66%. Si discosta, invece, dalla tendenza nazionale: -0,40%.

“L’economia provinciale – commenta il presidente della Camera di commercio, Luigi Sportelli – si muove in un quadro di incertezza segnato da elementi negativi di contesto generale e da criticità locali ancora irrisolte. La flessione dei consumi alimenta le difficoltà nel commercio ed è diretta conseguenza della contrazione del reddito subita da molte famiglie tarantine a causa della perdita del lavoro e del ricorso agli ammortizzatori sociali. Continua il trend negativo dell’agricoltura e della pesca settori su cui hanno influito anche le questioni ambientali. In sofferenza l’edilizia e le costruzioni sia per il sostanziale blocco di lavori pubblici che per la scarsa propensione ad investire nel settore immobiliare privato. La condizione di Taranto non si discosta da quella regionale, ma questo non deve essere elemento di magra consolazione. La complessità della situazione impone uno sforzo collettivo di programmazione, progettazione e attuazione delle politiche di sviluppo con un rinnovato senso di condivisione e coesione sociale”.

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