Industria metalmeccanica in ginocchio: a Taranto si rischia il default

Giovedì, 27 Novembre 2014 00:00

Anche Confindustria Taranto ha aderito questa mattina, giovedì 27 novembre, al "manifesto" di Federmeccanica, l'indagine trimestrale sui dati di produzione e fatturato delle imprese dell'industria metalmeccanica.

«L'economia italiana non riparte, anzi è tornata in recessione nel secondo e nel terzo trimestre di quest'anno, e il settore metalmecccanico continua a evidenziare risultati economici negativi». È l'allarme che lancia Federmeccanica, che in occasione della tradizionale presentazione dell'indagine trimestrale, ha chiamato a raccolta e coinvolto simultaneamente oltre 60 sedi territoriali di Confindustria. Anche a Taranto, il Presidente Confindustria Vincenzo Cesareo ed il Presidente della Sezione Metalmeccanica Pietro Lacaita rispondono all'appello.

L'intera industria metalmeccanica è in crisi. In Italia, la produzione nei tre mesi da luglio a settembre, è infatti ulteriormente diminuita di un 1,5% rispetto al precedente trimestre.  «La fase recessiva del settore metalmeccanico, in presenza di un significativo ridimensionamento degli ordini, proseguirà almeno fino alla fine del 2014. - si legge sul Manifesto Federmeccanica- Così come vengono confermate anche le negative dinamiche sul fronte occupazionale».  

La crisi del settore metalmeccanico si concentra maggiormente nel Meridione. Lo scenario è fosco, il futuro è buio ed incerto specialmente a Taranto, il cui comparto è interessato da una crisi congiunturale che è locale prima ancora di essere nazionale. Si perdono continuamente posti di lavoro e sono in crescita i numeri dei lavoratori in cassa integrazione. Circa 4200 le perdite lavorative nel periodo compreso tra settembre 2013 e luglio 2014. A ciò si aggiungono altri 3000 lavoratori dell'indotto delle 200 aziende che operano per il comparto Ilva. «A dicembre scadranno diversi ammortizzatori sociali e le poche aziende che hanno resistito del comparto metalmeccanico rischiano il default senza riuscire a invertire il trend.- commenta Cesareo- In assenza di risorse per la casa integrazione straordinaria, le aziende saranno costrette a chiudere». 

È necessaria un'inversione di marcia «altrimenti avremo serie difficoltà a conservare il patrimonio industriale sul nostro territorio. -prosegue il presidente di Confindustria- Bisogna rimettere al centro dell'agenda di governo il comparto metalmeccanico che da solo rappresenta il 50% dell'export delle nostre produzioni».

 Int. Vincenzo Cesareo - Presidente Confindustria Taranto (Immagini OMEGA NEWS)

 

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