Giovedì, 23 Novembre 2017

    «Voglio fare impresa nella città dei due mari»: Taranto Calcio e Città Vecchia, i maggiori interessi di Nicola Benedetto

    By Emanuela Perrone Maggio 15, 2014 1741

    «Taranto è a venti minuti di distanza dalla mia zona (Bernalda, in provincia di Matera) ma ho sempre guardato al capoluogo ionico come a una città particolarmente vicina ai miei interessi economici che possono essere il calcio o qualsiasi altra attività di valorizzazione del capoluogo».

     

    Nicola Benedetto, imprenditore e già assessore regionale all'agricoltura per la Basilicata, si mostra interessato a fare impresa nella città dei due mari.

    «La questione del Taranto Calcio è particolare e andrebbe pertanto analizzata più nel dettaglio. Sono molto vicino al presidente Fabrizio Nardoni e non escludo che ci si possa incontrare e avviare un rapporto in tal senso. - aggiunge- Così come mi sento di non precludere il mio impegno per lo sviluppo e la riqualificazione della Città Vecchia che è di una bellezza indicibile».

    L'assessore Benedetto intanto è anche candidato al Parlamento Europeo con Scelta Europea, lista d'ispirazione liberal democratica e che raggruppa in sé Centro Democratico, Scelta Civica e Fare per Fermare il declino.

    «Scelta Europea lavora per un'Europa federale, per garantire a tutti gli Stati uguali diritti. - questo il suo programma politico per le elezioni europee del  prossimo 25 maggio- Un'Europa che abbia regole comuni per prendere decisioni democratiche e trasparenti.  In Europa abbiamo bisogno di respirare aria nuova, lontana dai populismi del Partito popolare europeo e dagli estremismi del Partito socialista europeo».

    L'Europa  dunque «non avrebbe ragion di esistere se non si basasse su un'economia federalista per uscire dalla crisi e decidere del nostro futuro. Abbiamo bisogno di diventare un unico Stato».

    Propone poi «di discostarsi temporaneamente dal proprio obiettivo di medio termine, ossia il pareggio di bilancio, per realizzare una grande riforma strutturale del sistema tributario, volta ad allargare le basi imponibili e ridurre le aliquote, per rilanciare consumi e investimenti e ridimensionare l'evasione fiscale e contributiva. Dobbiamo ridare all'Italia e all'Europa – conclude- una nuova speranza che possa essere stimolo per le nuove generazioni».

     

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