Il commercio illegale uccide l'economia sana. L'appello alle forze dell'ordine di Confcommercio

Martedì, 20 Maggio 2014 00:00

152 attività commerciali chiuse nel 1° trimestre di quest’anno; un dato che si scontra con l’altra faccia del commercio, quella illegale, sempre più persistente e presente nelle nostre strade.

 

In occasione delle recenti festività, le strade del Borgo di Taranto, infatti, sono state prese d’assalto da un numero impressionante di ambulanti (e non solo extracomunitari) che hanno invaso anche le centralissime via d’Aquino e di Palma. Una presenza così ‘invadente’ da dare l’impressione che fossero attività autorizzate, costituite cioè da operatori in regola che pagano le tasse, le imposte locale ed i contributi previdenziali. E’ chiaro che il fenomeno sfugge ormai al controllo, e che le Forze dell’Ordine non sono in grado di monitorare il territorio.

Qualche mese Confcommercio – aderendo alla giornata nazionale di mobilitazione per la legalità - invitò gli Organi preposti ad un confronto aperto sul tema. Emersero alcune difficoltà operative, ma anche l’impegno a monitorare il territorio. Purtroppo il livello di impegno profuso non è sufficiente a garantire un minimo di rispetto della legalità,di tutela delle imprese e dei cittadini   è quanto dichiarano  in una lettera (- a firma congiunta- il presidente provinciale di Confcommercio, Leonardo Giangrande e la presidente della Delegazione Borgo, Floriana De Gennaro), all’indirizzo del sindaco Ippazio Stefano, del questore Enzo Mangini,  e dei comandanti della Guardia di Finanza, Salvatore Paiano, dei Carabinieri Daniele Sirimarco, della Polizia Municipale Michele  Matichecchia. Emblematiche le situazioni dei mercati Salinella e Galeso, oasi del commercio abusivo.

Un’altra situazione che sfugge ad ogni forma di controllo è quella del Lungomare dove si moltiplicano le attività di somministrazione di alimenti e bevande, irregolari non solo sotto il profilo amministrativo, ma anche sotto l’aspetto igienico-sanitario e della sicurezza, dal momento in cui si somministrano alcolici anche ai minori.

Insomma, una situazione che sta degenerando e che rischia di sfociare in un mercato parallelo, governato da altri soggetti che potrebbero aver trovato il modo di trarre profitti dal controllo delle attività legali. Pertanto, non un modo buonista per far ‘sopravvivere’ chi il lavoro non ce l’ha, quanto un modo per non controllare   un fenomeno che alimenta sacche pericolose di quell’economia sommersa che produce reddito a beneficio di pochi. E’ chiaro che il fenomeno va debellato e che le Forze dell’Ordine devono dare risposte alle imprese e ai cittadini che hanno scelto di stare nella legalità

 

 

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