«Trend negativo per l'economia tarantina»: il bilancio della Camera di Commercio

Sabato, 14 Giugno 2014 00:00

«Nel 2013 il saldo del tessuto produttivo è leggermente negativo. Ci sono state più cessazioni che nuove iscrizioni. È un dato che negli ultimi anni si è mantenuto e non è dunque negativo come quello del 2012, ma in ogni caso non c'è da star tranquilli».

 

Sono i dati preoccupanti presentati questa mattina alla Camera di Commercio in occasione della  12° edizione della Giornata dell'Economia.

La Responsabile del Centro studi della Camera di commercio di Taranto,Francesca Sanesi ed il segretario generale Francesco De Giorgio hanno illustrato nel dettaglio lo stato dell'arte dell'economia tarantina aggiornato al 31 dicembre 2013. Delle 48mila imprese registrate, circa l'87% di queste, (41.489 se volessimo quantificarle) risultano attive sul territorio. Quelle inattive sono 3.473 mentre 1723 le aziende in scioglimento o liquidazione. Dati questi che non si discostano significativamente dalla percentuale complessiva della Puglia (sempre con l'87% di imprese attive) e dell'intera Italia, inferiore di un solo punto percentuale.

Relativamente alla composizione dell'imprenditoria provinciale, il 21% delle aziende sono imprese femminili e l'11% aziende di nuove generazioni. Le imprese straniere rappresentano una bassa percentuale sul territorio, solo il 4%, quelle artigiane il 14%. Ciò nonostante sono tutti dati in decrescita rispetto all'anno precedente.

Tra il 2012 ed il 2013, si registra poi un evidente crollo delle imprese registrate. Anche tenendo conto degli indicatori provinciali, confrontati a tre elementi essenziali (tasso di natalità, mortalità e sviluppo delle aziende), si evidenzia un trend di registrazioni delle attività negativo pari allo 0,1%. In particolare alcuni settori specifici vanno peggio di altri, agricoltura e costruzioni ad esempio che presentano tra il 2012 e il 2013 un tasso di crescita rispettivamente del -3,2% e -1,1%. Per tutte le altre categorie imprenditoriali «c'è una sostanziale tenuta – commenta Sanesi- nonostante alcuni dati siano veramente negativi».

C'è da dire che in rapporto all'intera Puglia, la città di Taranto mostra una percentuale di imprese sopravviventi lievemente superiore a quelle delle aziende regionale e italiane.  Il 73,5% delle imprese registrate nel 2010 sono ancora in vita, il 76,4%% di quelle del 2011 e 88,4% per il 2012.

Crolla del 48,9% anche l'export con una perdita di 1, 2 milioni di euro, tra il 2012 e il 2013. Il grado di apertura al commercio estero passa dal 67,1% del 2012 al 54,7% del 2013.

Si giunge così al primo trimestre 2014 che, a detta di De Giorgio, «mostra elementi di forte drammaticità».

Sono infatti 38 i fallimenti, attestando un incremento del fenomeno del +72,7% rispetto allo stesso periodo nel 2013. «Un dato che quindi disincentiva l'avvio di nuovi avvii imprenditoriali», commenta il segretario generale. Anche le iscrizioni delle imprese sono inferiori del 13,5% rispetto all'anno scorso.

L'andamento negativo dell'economia tarantina non può che ripercuotersi sul mercato del lavoro.  Nella provincia di Taranto il tasso di occupazione nel 2013 era del 42,8% , la disoccupazione invece del 15,5% a fronte di una percentuale regionale leggermente più alta (19,8%) di quella italiana invece inferiore di 5 punti rispetto al nostro territorio. 

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