Giovedì, 23 Novembre 2017

    Giornata dell'economia: «l'Agenzia dello Sviluppo è la chiave della ripresa»

    By Emanuela Perrone Giugno 14, 2014 1496

    Alla luce dei dati del sistema imprenditoriale tarantino, il presidente della Camera di Commercio di Taranto, ha voluto individuare un percorso di guarigione, di ripresa per un rinnovato sviluppo.

     

    «Oggi parliamo di un'economia che soffre, fortemente provata, alla quale non basta più una boccata d'ossigeno. - questo il suo intervento- Nel 2006 l'innesco della crisi di Taranto che ha dato origine alla deflagrazione. 378 milioni di euro sottratti ad imprenditori, professionisti e cittadini della nostra provincia da un dissesto drammatico, che ancora poggi, dopo ben otto anni, non è chiuso.

    Sulla questione è intervenuto il  professor Mario Pazzaglia, Presidente della Commissione straordinaria di liquidazione che ha fornito gli ultimi dati relativi al dissesto del Comune di Taranto.

    «Intorno alla vicenda del dissesto non si dice con esattezza lo stato dell'arte. Resta ancora un piccolo debito commerciale che derivano dalla gestione anteriore al 2006. - fa sapere Pazzaglia- A fronte di questa situazione c'è ancora il rilevante debito relativo ai Boc, cioè la situazione finanziaria con la banca sulla quale il comune con l'impegno del ministero e dell'Osl (organismo straordinario di liquidazione) stanno cercando di trattare per ottenere l'assenso di pagare il 50% così come previsto per legge. Il debito totale ammonta a  240 milioni di euro circa, pagabili dunque al 50%. Il comune oggi ha le risorse per poter effettuare questo pagamento perché l'Osl l'ha liberato da tutte le situazioni debitorie pregresse.  Laddove questo non avvenisse ci sarebbero grossi problemi perché pagare l'amministrazione comunale non sarebbe oggi in grado di potere l'intera somma».

    La crisi finanziaria internazionale del 2008, ha poi drasticamente ridotto i consumi e gli investimenti, impoverito il tessuto sociale ed economico che si è tradotto, anche a causa di un'elevata detassazione locale, in un disincentivo agli insediamenti produttivi sul territorio».

    Le vicende giudiziarie dell'Ilva, «in considerazione dell'economia ionica anticiclica data la presenza del colosso siderurgico», hanno spianato la strada al raggiungimento del segno meno nella maggior parte degli indicatori produttivi del 2013.

    «Siamo dentro la crisi, completamente- argomenta Sportelli- E i primi dati del 2014 confermano la situazione stagnante del sistema imprenditoriale. Molte imprese chiudono con tutto il loro portato di Know how, produttività, capitale umano. E non abbastanza imprese nascono per compensare quest'emorragia di ricchezza».

    La chiave per risalire la china ed affrontare la crisi in maniera concreta è avviare, a detta del presidente, una nuova fase di sviluppo e programmazione.

    «Una vision lungimirante che colga i bisogni con il concorso di tutte le intelligenze territoriali.- propone Sportelli- In primis delle istituzioni pubbliche che devono ritrovare o scoprire l'abitudine a lavorare insieme per comprendere ciò che serve».

    Un'Agenzia di Sviluppo, questa la sua idea, «un territorio coeso che riconosce le proprie necessità, le progetta e le inserisce in un piano strategico, intercetta i finanziamenti e soprattutto, cantierizza quei progetti. La ripresa va studiata, non può essere frutto dell'improvvisazione. Usciamo dalla precarietà- conclude- Puntiamo alla certezza».

    Nel corso della giornata è intervenuto anche Carlo Borzaga, presidente Euricse (European Reserch Institute on Cooperative an Sociale Entreprise) che si è soffermato a trattare il tema delle cooperative e delle imprese sociali per un nuovo modello di sviluppo. 

     

     

     
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