Liviano attacca Emiliano: «dalla Regione solo parole, nessun atto concreto per Taranto» In evidenza

Mercoledì, 10 Maggio 2017 09:43
Foto studio Renato Ingenito Foto studio Renato Ingenito

Duro attacco del consigliere regionale Gianni Liviano al Presidente Michele Emiliano: «dalla Regione solo parole, ma nessun atto concreto per Taranto».

Ad un mese di distanza dalle elezioni amministrative, c'è il rischio che la "Legge speciale per Taranto", così come denunciato dall'onorevole Chiarelli, «diventi uno strumento di campagna elettorale. Una nuova occasione del centrosinistra per promettere ciò che né il governo nazionale né quello regionale riescono a darle. Il disegno di legge – si precisa- non prevede l'assegnazione di un solo euro per opere da realizzare».
A tal scopo Gianni Liviano precisa che, se non si passerà a fatti concreti abbandonerà il ruolo di coordinatore della legge per Taranto. «Io sono onorato di far parte di questo progetto, frutto di un lavoro a tante voci. -fa sapere- Ma perché sia una cosa seria, è necessario che la legge, già approvata dalla giunta regionale, sia dotata di strumenti economici. Sarebbe utile conoscere l'impegno reale di Emiliano per questa città. Se si rimarrà ai titoli di giornale o agli slogan, io mi tirerò fuori».

Il consigliere regionale Gianni Liviano ha reso nota la sua posizione durante una conferenza stampa nel corso della quale, come presidente onorario dell'associazione “La città che vogliamo”, dichiara di prendere le distanze dalla decisione di Dante Capriulo di sostenere Rinaldo Melucci, candidato sindaco del Pd.
«Nei mesi scorsi abbiamo provato a ragionare sulla scelta del candidato sindaco, - riferisce- avendo in mente tre percorsi: la costruzione di una comunità in una città che fa fatica a sentirsi tale; la discontinuità rispetto alla politica degli ultimi 15/20 anni; la valorizzazione delle competenze».
Dopo l'indisponibilità di Cosimo Nume e Lelio Miro, «abbiamo provato a mettere insieme il mondo civico ed i vari candidati (Fornaro, Sebastio, Lemma, Capriulo) cercando di fare sintesi, ma non ci siamo riusciti».
“La città che vogliamo” aveva quindi puntato su Dante Capriulo. «Sapevamo di non aver nessuna possibilità di successo – afferma Liviano- ma era un'esperienza di testimonianza e di coerenza rispetto ad un percorso che avevamo avviato».
Solo nei giorni scorsi però, dopo l'appello di Emiliano all'unità, Capriulo ha «legittimamente» cambiato idea e deciso di sostenere il candidato del Partito Democratico Rinaldo Melucci. «Io rispetto la scelta di Capriulo, che rimane una delle poche persone serie di questa città - dichiara Liviano- ma l'associazione per coerenza non appoggerà il Pd e non sarà presente, nè con il proprio simbolo nè con una propria lista». A quanti si erano candidati a sostegno dell’ormai ex candidato sindaco Dante Capriulo, il via libera «a candidarsi, qualora lo ritenessero opportuno, in altre liste, nel pieno rispetto delle scelte».

 

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