Elezioni, Melucci: «la nuova Taranto fondata sul merito»   In evidenza

Lunedì, 19 Giugno 2017 12:26

«Nella politica alta che tanto mi sto impegnando a perseguire, non c'è spazio per l'uomo della Provvidenza. Il concetto di squadra è nel mio DNA, oggi si vince con un team qualificato e fattivo che sappia disegnare quel futuro praticabile che tutti attendiamo da tempo». Cosí il candidato sindaco del centrosinistra Rinaldo Melucci.

In un dibattito televisivo Melucci ha dichiarato: «Bisogna pretendere dai partiti  e dai movimenti che contribuiscono poi all’azione di governo profili di altissima competenza; è possibile pensare, per esempio, nelle deleghe più strategiche, le potrei citare, le Attività produttive o l’Urbanistica, che, proprio per le ragioni di cui sopra, un Sindaco deve avere l’autonomia e la capacità di andare anche, direi, “sul mercato” a trovare i profili migliori, perché se c’è un grandissimo urbanista che non è tarantino, magari ci fa bene».

Un concetto che oggi ribadisce. «È chiaro -spiega- che Taranto possiede tutte le energie professionali e di esperienza utili alla formazione di gruppi di lavoro qualificati e di altissimo livello, ma è pur vero che il chiuderci nelle mura fortificate è atteggiamento provinciale che ci impedisce di confrontarci con quanto di meglio il mercato nazionale e internazionale possa offrirci».
Ribadisce che «sono perfettamente d'accordo per il coinvolgimento degli ordini professionali della città per avere suggerimenti che già definisco preziosi, come ribadisco che partiti e movimenti politici, ma anche civici, devono poter segnalare figure di altissimo livello perché oggi Taranto deve ritornare ad essere capoluogo non soltanto provinciale, ma anche e soprattutto interregionale, tornando ad essere capitale della Magna Grecia».
«Roma, ricordo, ebbe imperatori non romani, addirittura africani dimostrando un'apertura mentale è una disponibilità all'innovazione che la fece grande per secoli. -dice Melucci- Oggi Taranto deve risalire, deve ritornare ad appropriarsi del proprio presente e del proprio futuro con il concorso di tutti. Con il meglio possibile e non con il meno peggio.Il medico si sceglie in base alle competenze non in base alla città riportata sulla carta di identità».
Poi conclude: «il mio sarà sempre l'approccio del manager, dell'imprenditore: quindi la discriminante per me sarà sempre il merito».

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