Lunedì, 20 Novembre 2017

    Emergenza abitativa e vertenza ambientale: le priorità di Stefania Baldassari In evidenza

    Foto di repertorio Foto di repertorio Foto Studio Renato Ingenito

    Più attenzione all’emergenza abitativa e un tavolo di concertazione con le associazioni ambientaliste e i sindacati per la vertenza ambientale. Sono le proposte della candidata sindaco Stefania Baldassari.

    «Ricevo quotidianamente lettere da parte di cittadini che da anni attendono una casa. Le segnalazioni sono molteplici e pertanto sono portata pensare che il disagio di queste famiglie finora sia stato scarsamente valutato, specie in presenza di minori o persone con disabilità gravi e invalidanti».
    I dati diffusi alcuni giorni fa dal sindacato degli inquilini e assegnatari «disegna uno scenario di grande provvisorietà e precarietà per circa 1900 famiglie colpite da sfratto esecutivo (per via in alcuni casi di perdita del lavoro da parte del capo famiglia) e altre 620 sostenute dal Comune con il contributo alla locazione o con contributo pieno – dice la Baldassari – ma a fronte di questa condizione di disagio per cui l’ente civico spende mediamente in un anno circa 900 mila euro, non si è agito con la determinazione e la trasparenza necessaria».
    A detta della candidata sindaco «spendiamo tanto ma per effetti non risolutivi e in più si incancrenisce sempre di più la condizione di poca trasparenza nelle procedure di assegnazione degli alloggi di Edilizia Residenziale Pubblica. Continuano ad esserci – fa sapere- in case anche di pregio del patrimonio pubblico comunale inquilini con nessun requisito utile all’assegnazione di un alloggio popolare e continuano ad esserci ancora migliaia di famiglie in paziente attesa malgrado siano quelle veramente bisognose».
    Per correggere questa ingiustizia »occorrerà essere più incisivi nelle scelte e nelle decisioni – continua la Baldassari – e avviare da subito un censimento puntuale di queste anomalie e predisporre immediatamente il nuovo bando per le assegnazioni. In contemporanea sarà necessario approdare, anche attraverso misure economiche di sostegno alla riqualificazione urbana, ad azioni volte alla creazione di alloggi per fasce deboli anche con affitto sostenibile. Tutto si dovrà svolgere sotto la massima trasparenza e legalità, restituendo dignità a migliaia di famiglie tarantine e restituendo decoro al patrimonio immobiliare pubblico nel centro cittadino come nelle periferie».

    Ritorna poi sul tema dell’emergenza epidemiologica tarantina per chiarire alcuni concetti.
    «Su questo fronte ci sarà rigore massimo e massima condivisione con le associazioni ambientaliste del territorio e i sindacati territoriali.- fa sapere- Per questa ragione sarà utile probabilmente riprendere alcune buone pratiche di concertazione completamente cancellate in questi ultimi anni di amministrazione civica della giunta PD-SDS».
    Secondo Stefania Baldassari, «ripristinare il dialogo e la programmazione partecipata sarà uno dei principali obiettivi dei primi cento giorni di governo cittadino e i temi dovranno necessariamente intrecciarsi. Perché non si può chiedere un efficace confronto sui dati sanitari e quelli ambientali senza la giusta rivendicazione territoriale che dovremo mettere in atto per avere una pianta organica adeguata nei nostri nosocomi e contratti di lavoro adeguati per i precari del Registro Tumori e dell’Arpa».
    Ancora una volta – sottolinea la candidata sindaco – «si è bravi a parole nel battersi il petto di fronte ai drammi di Taranto, ma alle belle enunciazioni  non seguono i fatti e il monitoraggio dei fattori di criticità della nostra città e della nostra provincia si lasciano nelle mani di preziosi professionisti pagati con contratti a progetto e sotto organico».
    Sul fronte del monitoraggio Stefania Baldassari ritorna anche su una proposta avanzata a suo tempo da Peacelink e ripresa come impegno amministrativo sia dall’ex consigliera Lina Ambrogi Melle, sia dai consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle e di Sinistra Italiana, Marco Galante e Mino Borracino.
    «L’istituzione di un Osservatorio sulla mortalità a Taranto è un dato statistico-conoscitivo che metterebbe nelle condizioni la pubblica amministrazione di conoscere per meglio incidere sulle decisioni – scrive Stefania Baldassari – il provvedimento integrato dovrà ritornare in consiglio comunale nel più breve tempo possibile. Per questi come per altri provvedimenti conto sulle competenze e il contributo di chi sul fronte dell’impegno ambientalista in questi anni si è battuto senza paura a volte anche perdendo tutto».

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