Ballottaggio, appello al voto di Stefania Baldassari In evidenza

Venerdì, 23 Giugno 2017 11:30
Foto di repertorio Foto di repertorio Foto Studio Renato Ingenito

Giunge al termine la campagna elettorale, in vista del ballottaggio di domenica 25 giugno. Stefania Baldassari rivolgendosi ai suoi elettori lancia un appello al voto.

«Una città ricompattata non sulle esigenze dei partiti, ma su quelle dei cittadini. - dice- Avremo avanti anni difficili fatti di scelte e per questo come sindaco chiederò il conforto tecnico e esperienziale di tutti coloro che conoscono approfonditamente i temi prima di decidere con coraggio e libertà! Ma decidere finalmente perché Taranto ha bisogno di pragmatismo e azione dopo dieci lunghi anni di sabbie mobili.
Questa è la città che nell’ultimo appello al voto Stefania Baldassari propone agli elettori, dopo una campagna elettorale «fatta di colpi bassi e non pochi cambi di fronte», dice.
«Noi eravamo la coalizione Insieme per Taranto, nata dallo sforzo civico di alcune persone che avevano aderito al mio progetto di città pacificata al di là dei simboli – prosegue la Baldassari – poi i simboli si sono aggiunti e la campagna si è logorata nel solito rito dei recinti: chi sta destra e chi sta a sinistra. E’ polemica strumentale. Logora. Noi siamo la vera novità, il segno di discontinuità con il passato e gli elettori lo hanno capito».
Per questa ragione Stefania Baldassari abbatte anche l’ultimo recinto attorno a lei.
«Mi rivolgo a chi non è andato a votare e a chi non ha votato per me al primo turno – dice – il mio programma termina metaforicamente con una virgola, perché c’è una parte che intendo scrivere con gli altri, non da sola. Per questo ci sono interventi che intendo predisporre nei primi 100 giorni di mandato amministrativo che saranno la base indispensabile del lavoro futuro. Per fare questo metterò in atto due azioni: una simbolica e l’altra più politica».
La prima azione riguarda «la restituzione alla città della sua dignità – afferma Stefania Baldassari – Nessun portone sbarrato a Palazzo di città e un programma intenso di pulizia profonda di strade, piazze, vicoli. E’ la premessa per la genesi di un nuovo progetto del vivere urbano che deve convincere i nostri concittadini a lasciare le piazze virtuale e tornare a frequentare le piazze reali, dove c’è il confronto, il commercio, i bambini e una città che si mostra viva e vitale dal centro alle periferie».
La seconda azione riguarderà «il confronto – sottolinea – Terminate le elezioni dovremo essere tutti calciatori in campo di un’unica squadra e con un’unica maglia, e io avrò il compito di fare come si dice in gergo spogliatoio. I guastatori dimentichino posizioni pre-concette e strumentali perché non abbiamo più tempo da perdere. Chi lavora al bene della città sarà ben accetto. Abbiamo troppe cose urgenti da fare e il tempo delle spartizioni, degli assessori cambiati ogni tre mesi, dei falchi tiratori, dell’immobilismo è finito. Il Comune non è una impresa è il luogo delle risposte che a questa comunità vanno date in fretta: dall’emergenza abitativa a quella socio-assistenziale, dalla sicurezza alla ripresa economica, dal lavoro all’attenzione per le periferie. Il metro di lavoro non sarà il profitto (anche solo politico) sarà la giustizia e l’equità sociale.
Azioni a cui appongo sin da ora un sigillo di garanzia: il mio – termina il candidato sindaco della coalizione Insieme per cambiare – Donna dello Stato, tarantina e libera e per questo senza interessi personali da difendere se non quelli della mia città».

 

 

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