Giovedì, 23 Novembre 2017

    Migranti allo sbando: l’on. Duranti attacca il Comune di Taranto

    Foto di repertorio Foto di repertorio Foto Studio Renato Ingenito

    L’hotspot di Taranto destinato ad accogliere i migranti non funziona come dovrebbe e le colpe ricadono anche sul Comune che è l’ente gestore dello stesso. È questo, in sintesi, quanto denunciato dall’onorevole Donatella Duranti in una dura nota stampa.

    "Sabato sera – scrive Duranti - decine di migranti marocchini si sono riversati alla stazione ferroviaria di Taranto dopo essere transitati dall'hotspot. Per l’ennesima volta persone prive di qualsiasi assistenza hanno trovato solo l'aiuto dei volontari, a fronte del disinteresse assoluto delle istituzioni locali. Insieme ai rappresentanti dell'associazione Babele ci siamo recati all'hotspot  e siamo riusciti ad ottenere il loro rientro in struttura per trascorrere la notte al coperto”. 

    Secondo la parlamentare ionica “accade periodicamente che uomini e donne in difficoltà vengano abbandonati a loro stessi dopo aver ricevuto l'intimazione ad allontanarsi dal territorio italiano perché non titolari di protezione internazionale”.

    “Era successo ad aprile del 2016 – ricorda Duranti - a pochi giorni dall'apertura dell'hotspot e succede ogni volta che decine di migranti vengono portati da Ventimiglia a Taranto, con una procedura illegittima denunciata dalle associazioni e anche da me con vari atti parlamentari”. 

    Ma di chi sono le colpe? Stando a quanto dichiarato dalla stessa firmataria della nota, le responsabilità ricadono anche sul Comune di Taranto: “Voglio ricordare che l'istituzione locale è l'ente gestore dell'hotspot e, ad ora, non ha provveduto neppure a dotare il centro di telefoni ad uso dei migranti per consentire loro di comunicare con parenti ed amici. Nè si occupa di garantire alcun tipo di aiuto a coloro i quali vengono lasciati per strada senza soldi, senza possibilità di utilizzare servizi igienici, senza cibo”. 

    “Conosco le obiezioni che vengono portate a difesa degli enti locali che, cioè, non avrebbero le risorse per far fronte a questo tipo di emergenza che si ripete periodicamente – precisa Duranti – ma credo che siano pretestuose: si chiedano i fondi necessari e  si apra un contenzioso con il Governo. Quello che non è concepibile è il silenzio, l'assenza e lo scaricabarile sulle associazioni e i volontari”. 

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