Martedì, 19 Giugno 2018

    Arlotta. Vico chiama Oresti: “Vogliamo spiegazioni”

    Foto di repertorio Foto di repertorio

    L’aeroporto di Bari si ferma per lavori di manutenzione, ma i voli vengono dirottati a Brindisi. Nei giorni scorsi, in molti si sono chiesti: perché non a Taranto?

    L’interrogativo è partito dalle associazioni che da anni chiedono la piena funzionalità dell’Arlotta nell’ambito del traffico passeggeri, ed è poi rimbalzato sulla stampa locale.

    Ora anche il deputato del Partito Democratico, Ludovico Vico, vuole vederci chiaro. E per farlo ha preso carta e penna e scritto direttamente al presidente di Aeroporti di Puglia, Tiziano Oresti.

    “Egregio presidente – si legge nell’incipit della missiva. Ho appreso la notizia secondo la quale lo scalo aeroportuale di Bari resterà chiuso, per lavori di adeguamento, dal 28 febbraio al 9 marzo del 2018. Fonti giornalistiche riferiscono che per quelle date, Aeroporti di Puglia avrebbe deciso di delocalizzare il traffico aereo di Bari-Palese, facendo decollare ed atterrare i voli dall’aeroporto di Brindisi”.

    “Da quanto rilevato sul sito di Aeroporti di Puglia – prosegue Vico -, per lo scalo brindisino si tratterebbe, quindi, di organizzare e gestire mediamente un totale di circa 130 voli giornalieri (novanta fra arrivi e partenze provenienti dallo spostamento de traffico aereo di Bari- Palese, più i quaranta che solitamente atterrano e decollano a e da Brindisi)”.

    “A tal proposito – conclude il deputato PD -, gradirei conoscere per quali ragioni sia stato scelto solo lo scalo aeroportuale di Brindisi e perché, invece, non sia stato preso in considerazione quello di Taranto-Grottaglie che, come noto, già nel 1999 fu utilizzato in tal senso, se pur in circostanze differenti”.

    Una domanda legittima cui ora Vico chiede di ricevere un chiarimento formale: “L’ipotesi di “dirottare” in quei dieci giorni parte del traffico dell’aeroporto di Bari-Palese sull’aeroporto di Taranto-Grottaglie, permetterebbe non solo di alleggerire lo scalo di Brindisi e di evitare l’eventuale sospensione di voli in quelle date, ma anche di sperimentare e valutare su Grottaglie la vocazione civile dell’Arlotta”.

    Appunto: “sperimentare”. Secondo il parlamentare ionico, questa circostanza straordinaria avrebbe permesso di fare le “prove generali”, per così dire, in vista della piena attivazione dei voli civili. Uno “stress test”, se preferite il termine, con cui evidenziare eventuali difficoltà e potervi porre rimedio.

    Spetta ora a Tiziano Onesti, presidente di Adp, spiegare perché ha preferito non effettuare questa sperimentazione. Se è vero come ha dichiarato il presidente Emiliano che l’Arlotta deve tornare a volare.

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