Domenica, 17 Dicembre 2017

    Ilva, prosegue lo scontro. Posizioni irrigidite

    By Marco RUFFO Dicembre 04, 2017 140
    Foto di repertorio Foto di repertorio Foto Studio Renato Ingenito

    Il confronto sull’Ilva non si placa. Terminate le schermaglie via social network, le bordate vengono consegnate con i mezzi più consueti di comunicazione: interviste e comunicati stampa.

    A riaprire le danze ci ha pensato il ministro dello Sviluppo Economico, Carlo Calenda. In un’intervista al Correire afferma: “Il dato della realtà è questo: oggi Comune di Taranto e Regione Puglia presentano un ricorso contro un piano ambientale che prevede 1,2 miliardi di investimenti a carico dell’investitore, la copertura dei parchi minerari che inizierà a gennaio, e una produzione limitata a 6 milioni di tonnellate sino a che non si completano tutte le misure. Un piano approvato da una commissione di esperti indipendenti del ministero dell’Ambiente, che porta l’Ilva ad essere una della acciaierie più avanzate al mondo. Se il Tar concederà la sospensiva al piano, come chiesto da Emiliano, si dovrà iniziare il processo di spegnimento mentre si ricorre al Consiglio di Stato”.

    E al giornalista che gli chiede se non spetti al Tar pronunciarsi, risponde: “Certo ma il problema non è solo giuridico. C’è una Regione che ha due infrastrutture strategiche per l’intero Paese, l’Ilva e il Tap, contro le quali il Governatore ha mosso una guerra. Dice che vuole Ilva a gas, cosa che non sta in piedi, perché in nessun paese, neanche quelli pieni di gas, c’è un’acciaieria delle dimensioni di Ilva che va a gas. Ma poi comunque fa ricorsi contro un tubo, quello del Tap, che porta in Europa, attraverso l’Italia, il gas azero”.

    Secondo Calenda: “Se Ilva chiude andiamo a comprare l’acciaio in Germania e perdiamo un punto di Pil. Con il Tap diversifichiamo rispetto al gas russo. Di fronte a tutto questo Emiliano dice che la questione riguarda solo la Puglia. E il Sindaco minaccia battaglie in quanto discendente degli Spartani”.

    Puntuale è arrivata la replica di Melucci che in una nota stampa ha voluto mettere i puntini sulle “i”. “Il ricorso del Comune di Taranto al Tar Lecce – ha affermato il primo cittadino -  non sospende l’aggiudicazione dell'Ilva a AM Investco Italy e non c’è rischio alcuno di fermo o chiusura della fabbrica. Nè blocca o ritarda la copertura dei parchi minerali, che in realtà potevano essere coperti già da anni. Chiunque dichiari il contrario, contribuendo a creare agitazione tra lavoratori e cittadini, dimostra un grave deficit di competenze”. 

    “L'unico vero rischio – aggiunge il sindaco di Taranto - deriva proprio dall'azione del Governo che consente lo slittamento al 2023 di diversi interventi urgenti e improcrastinabili per la tutela della salute. Non lo dice il Comune di Taranto ma l'Unione Europea che nei giorni scorsi ha già pesantemente censurato il Governo italiano per l’omesso esame dell’impatto sanitario”. 

    Infine, le motivazioni profonde sottese alla contrapposizione: “Al Comune di Taranto non è stato notificato ancora alcun atto formale a garanzia dell'avvio dei lavori di bonifica e messa in sicurezza dei parchi. Non ci si può accontentare di promesse e annunci, sotto la pressione del ricatto occupazionale”. Questa è la vera nota dolente, il pomo della discordia.

    Melucci vuole impegni formali che abbiano stringente valore giuridico, ma sino ad ora – ritiene – sono arrivate solo dichiarazioni di intenti.

    Ma lo scontro è a tutto campo. E così anche il segretario della Fim Cisl e la sottosegretaria Teresa Bellanova entrano in rotta di collisione, con quest’ultima che dice: “Voglio rassicurare l’amico Marco Bentivogli: sul futuro e sul destino dell’Ilva, come sulla inderogabile necessità di tenere insieme salute, ambiente, lavoro, c’è assoluta comunità di intenti e posizioni con il mio Partito.

    E dunque nessun silenzio assordante del Pd su Ilva e sulla posizione di un Governo sostenuto convintamente, per altro, proprio dal Pd. Nessuna ambiguità.

    Allo stesso tempo condivido la paura, e non da ora, che Ilva possa essere utilizzata come argomento da campagna elettorale, non importa massacrando chi.

    Una posizione che né io né il Pd potremo mai giustificare”.

    Vota questo articolo
    (0 Voti)
    IBLPartners_Cis_RB_Tassi_inGiu_Banner_470x700.jpg
    dolci_gusti.jpg
    banner_igenia.jpg
    energy.jpg
    engineering.jpg
    cpnneus.jpg
    IBLPartners_Cis_RB_Tassi_inGiu_Banner_470x700.jpg
    © 2014 associazione CronacheTarantine. Tutti i diritti sono riservati