Mercoledì, 20 Giugno 2018

    Michele Pelillo lascia, non si ricandiderà alle politiche

    Foto di repertorio Foto di repertorio Foto Studio Renato Ingenito

    Il deputato del Partito Democratico, Michele Pelillo, non si ricandiderà alle prossime politiche. La notizia era nell’aria, ma si attendeva una conferma. E questa è giunta dall’interessato in persona che, in una lettera alle redazioni giornalistiche, spiega le motivazioni alla base della propria decisione e traccia un bilancio del suo impegno politico.

    “La decisione di non ricandidarmi – scrive Pelillo - stava maturando già da qualche tempo. Ero tentato di esternarla già nel mese di luglio, subito dopo l’ultimo grande successo elettorale di cui sono stato protagonista. Ma alcuni cari amici, quasi spaventati dalla mia decisione che avevo cominciato a confidare, mi hanno chiesto di aspettare. E l’ho fatto perché non volevo per nessuna ragione che tale mia scelta, espressa con largo anticipo, disorientasse il partito”.

    “Quando la XVIIˆ legislatura della Repubblica passerà le consegne alla successiva – spiega il deputato tarantino -, avrò completato il mio 18° anno consecutivo nelle istituzioni, prima regionali e poi nazionali. 18 anni sono tanti. Mai avrei immaginato di dedicare una parte così grande della mia vita all’impegno pubblico. E’ giusto e naturale che la classe dirigente si apra ad una nuova generazione; da parte mia riconquisterò tempo per la mia vita privata, spegnerò qualche riflettore, restituirò attenzioni alla mia famiglia ed ai nuovi impegni professionali che verranno”.

    Un passaggio di testimone, quindi, nei confronti delle nuove generazioni. Ma nella missiva c’è anche una disamina degli ultimi anni trascorsi in politica: “I 18 anni sono tutti compresi negli anni 2000, il periodo senz’altro più difficile dal punto di vista socio-economico per il nostro territorio e per la nostra gente. Da una parte il mio consenso elettorale cresceva a vista d’occhio, i successi personali e di partito si rincorrevano in una sequenza ripetitiva ininterrotta fino ad arrivare ai giorni nostri; dall’altra, le vicende del nostro territorio diventavano sempre più complesse e difficili ed il peso della responsabilità diventava sempre più gravoso. Non mi sono mai sottratto alle mie responsabilità istituzionali, ho provato sempre ad agire con rigore e sobrietà, non ho mai tradito la fiducia di qualcuno”.

    A chi volesse accusarlo di essersi “arricchito”, risponde così: “Per qualche anno ho sempre portato nella mia borsa la dichiarazione dei redditi presentata nel 1999, l’anno precedente alla mia prima elezione in Regione, per documentare che la mia condizione economica, dopo l’elezione, era tutt’altro che migliorata. E ancora oggi quel reddito del 1999 è superiore a quello dichiarato quest’anno”. 

    Infine un ringraziamento ad amici e sostenitori: “Nella mia esperienza politica ho conosciuto in questi anni tante persone meravigliose che mi hanno gratificato con un incessante sostegno appassionato e disinteressato; ne ho conosciuto altre, invece, solo interessate a cercare nelle politica una scorciatoia per migliorare la loro condizione economica e sociale. Non biasimo alcuno, ma nel mio cuore c’è posto solo per i primi”.

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