Lunedì, 18 Giugno 2018

    Sostegno al Governo su Dpcm, Tamburrano spiega le sue ragioni

    By Marco RUFFO Gennaio 08, 2018 301
    Foto studio Renato Ingenito Foto studio Renato Ingenito

    “Quando ho saputo che il Presidente della Regione aveva proposto l’ingresso di Acquedotto pugliese in Ilva per avere un membro che sedesse nel consiglio di amministrazione non ci ho visto più. In quel momento è scattata la molla per presentare il ricorso”.

    A pronunciare queste parole è stato Martino Tamburrano, questa mattina, durante la conferenza stampa indetta presso la sede della Provincia di Taranto per fare chiarezza sulle motivazioni soggiacenti al controricorso dallo stesso presentato al Tar per sostenere l’azione del Governo.

    Dal quale Governo, ha confidato ai giornalisti presenti, ha ricevuto attestazioni di sostegno nelle ultime ore. A chiamarlo sarebbe stato il ministro per la Coesione, De Vincenti, che avrebbe apprezzato il senso di responsabilità istituzionale dimostrato.

    Insomma, Tamburrano non ci sta ad apparire come il baluardo delle lobby. “Alle mamme che in queste ore mi accusano di volere il male dei loro figli dico che è proprio il contrario”, ha affermato questa mattina alla stampa, aggiungendo poi: “Sono coloro i quali, con il ricorso al Tar, dilatano i tempi di entrata in vigore del decreto del presidente del Consiglio dei ministri che permettono alla fabbrica di continuare ad inquinare”.

    Se si è scatenato un tale polverone, secondo il numero uno della Provincia, è solo colpa del vicesindaco di Taranto, ha sostenuto Tamburrano, e della speculazione politica cui ha dato avvio sulla propria pagina Facebook.

    Ma la cosa che più gli premeva sottolineare, e che ha rimarcato diverse volte, è un’altra: secondo Tamburanno “il ricorso della Provincia è prominente rispetto a quello del Comune in quanto l’ente rappresenta un territorio ben più ampio di quello circoscritto al solo comune capoluogo”. “Per questa ragione – ha sostenuto ancora il presidente della Provincia – avrà un’incidenza piuttosto rilevante rispetto alla decisione che il Tar adotterà”.

    Guai a dire inoltre che la sua azione non sia altro che un tentativo di intavolare una trattativa col Governo. “Il ricorso è composto da pochi passaggi – dice – e tra questi non vi è alcuna condizione. Non serve a trattare col Governo come invece intendono fare Melucci ed Emiliano”.

    Infine, dal presidente è arrivato anche un accenno all’indotto quando ha affermato che “la ritardata entrata in vigore del Dpcm non permette che le imprese siano pagate. Ovvero proprio quello che il sindaco vorrebbe far credere di volere”.

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