Sabato, 21 Luglio 2018

    LA CANDIDATA STEFANIA FORNARO (FI): “IN PARLAMENTO PER L’INDIPENDENZA DEI TARANTINI” In evidenza

    By Ottaviano Larini Febbraio 11, 2018 1122
    Foto studio Renato Ingenito Foto studio Renato Ingenito

    Ha lo sguardo giovane ma deciso Stefania Fornaro mentre, assieme ad alcuni collaboratori di partito, prepara la sala che (da ieri sera) è divenuta il suo comitato elettorale ufficiale.

    La scelta di insediare il comitato elettorale in piazza Maria Immacolata non è casuale. Il centro della città di Taranto è, agli occhi di Stefania, anche il centro della propria azione politica. Da tarantina, conosce molto bene i problemi di questa città e sa quali istanze dovrà portare in Parlamento.

    L’incontro avviene poco prima dell’inaugurazione della sede. Stefania è al quanto indaffarata, ma altrettanto felice di dedicare dieci minuti del proprio tempo per spiegare a CronacheTarantine le sue ragioni politiche in vista delle prossime elezioni del 4 marzo 2018:

     

    Allora Stefania, cosa ti ha spinto ad accettare la sfida e a candidarti alla Camera con FI in vista delle prossime elezioni?

    La scelta di candidarmi è stato il frutto di un confronto con la direzione nazionale di FI dove nel tempo ho avuto modo di farmi conoscere e apprezzare anche per la mia attività in Parlamento, quando ho collaborato con parlamentari del Comitato per la Legislazione, preparando ad esempio i pareri per i disegni di legge e gli emendamenti.

     

    Quando è nata la tua passione per la politica?

    Da sempre mi rispecchio nei valori cristiani e sociali del centrodestra. Ho avuto l’opportunità di seguire da vicino i lavori parlamentari e intendo la politica come l’arte di saper mediare in favore dei cittadini.

     

    Vorrei adesso farti qualche domanda come fossi dinanzi ad un potenziale elettore. Iniziamo da Taranto; una situazione che conosciamo tutti. Parlare di Taranto vuol dire necessariamente parlare di Ilva. Qual è il tuo giudizio sull’operato del PD in questi anni?

    Sull’Ilva siamo di fronte a tre amministrazioni (Comune, Regione e Governo), tutte e tre targate PD ma che da mesi si fanno la guerra tra di loro.

    Diatribe continue che collidono con la necessità urgente dei tarantini di veder tutelati quei diritti costituzionali fondamentali, quali ambiente, lavoro e salute. Siamo a sei anni dal sequestro del siderurgico e solo oggi è stata posta la prima pietra per la copertura dei parchi minerali, a poche settimane dalla fine della campagna elettorale.

    Se non si prendono le decisioni giuste al momento giusto, Taranto rischia di diventare la nuova Bagnoli. Mi ripropongo di spingere per avere un cronoprogramma delle attività ben definito, che obblighi le parti in causa ad operare nei tempi e nei modi prescritti dalla legge.

     

    E sul ricorso al TAR qual è il tuo giudizio?

    Sono pienamente in disaccordo con il ricorso. È troppo semplice descrivere l’Ilva come un mostro, senza preoccuparsi delle migliaia di famiglie che da quello stabilimento traggono spesso il loro unico reddito. Azioni come queste dilatano i tempi, acuendo i problemi del siderurgico e rischiano di far fuggire gli investitori.

     

    Nella tua pagina internet si fa riferimento all’isolamento istituzionale di Taranto. Un isolamento che alle volte diviene un vero e proprio assoggettamento, cosa puoi dirmi a riguardo?

    Taranto ha perso nel corso degli anni la sua indipendenza, come dimostra anche l’isolamento infrastrutturale in cui ci troviamo. Pertanto il mio primo impegno, quando sarò in Parlamento, sarà quello di riunire un gruppo di lavoro e di lavorare ad esempio per far arrivare a Taranto i treni veloci. Ad oggi è scandaloso che Taranto non abbia neanche un treno ad alta velocità per Roma. Abbiamo meraviglie indescrivibili nel nostro territorio, ma non possono dirsi valorizzate sino a quando venire a Taranto sarà difficile.

     

    Possiamo quindi affermare che da tarantina rivendicherai l’indipendenza decisionale di Taranto?

    Assolutamente si. Fino a quando le decisioni economiche e culturali saranno una mera imposizione dall’alto, Taranto continuerà a vivere nel suo limbo d’incertezza e le aziende del territorio saranno svantaggiate.

    Un altro esempio che posso farti è quello dell’Università. La dipendenza del polo jonico dall’Università degli studi di Bari non ha fatto bene a questa città. A seguito di questo assoggettamento decisionale non è mai nato quel c.d. “indotto” universitario, fatto di fuori sede, di attività commerciali connesse all’Università e di eventi culturali dedicati agli studenti.

    Taranto ha bisogno di una Università degli studi di Taranto.

     

    Hai già avuto modo di incontrare il tuo elettorato? Quali sono le richieste più ricorrenti che la gente ti fa?

    Indubbiamente tra le prime cose la gente chiede sicurezza e lavoro.

    Nel nostro territorio ogni giorno sono messe a segno rapine e furti. Le mamme hanno paura quando i loro figli escono per incontrare gli amici. Non ci sentiamo sicuri neanche a casa nostra. Lo Stato deve dare alle forze dell’ordine gli strumenti e le risorse adeguate per sorvegliare il nostro territorio.

     

    Temi l’astensionismo il 4 marzo?

    Purtroppo si. C’è tanta gente delusa, tanta gente che pensa che il suo voto non sia utile per cambiare le cose. Ed invece io chiedo agli elettori di andare a votare, di esprimere la propria libera scelta durante queste elezioni. L’astensionismo non cambierà mai il nostro Paese.

     

    Un’ultima domanda. Da parlamentare, quale credi sarà il tuo rapporto con la città di Taranto? Vederti qui sarà solo un miraggio?

    Assolutamente no. Qui ho la mia famiglia, mio marito e mio figlio. Sono tarantina da sempre e voglio fare politica per la mia città. La campagna elettorale è breve e la trascorrerò ad ascoltare i problemi del territorio per tradurli in proposte concrete da portare a Roma.

     

    OTTAVIO LARINI

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