Mercoledì, 18 Luglio 2018

    Dalla Regione nessun contributo al convegno di studi sulla Magna Grecia In evidenza

    Foto di repertorio Foto di repertorio Foto Studio Renato Ingenito

    La notizia, possiamo dirlo, è arrivata come un fulmine a ciel sereno. Il famoso Convegno sugli Studi della Magna Grecia, che da oltre 50 anni si tiene a Taranto e che rappresenta l’incontro più importante del Sud Italia sul tema (capace negli anni di attirare studiosi di fama internazionale), s’è visto quest’anno rigettare il contributo – tra l’altro di lieve entità – per il suo regolare svolgimento. I motivi di questa scelta, presa in sede regionale, sono al momento avvolti da una nube di mistero, come spesso capita in questi casi.

    Tra i primi a far sentire la sua voce è stato questa mattina il consigliere regionale tarantino Gianni Liviano, il quale ha scritto una lettera aperta al Presidente della Regione Puglia Michele Emiliano:

     

    Gentile Presidente.

    Ti scrivo da tarantino (nativo di Martina Franca ma residente a Taranto dall’età di un anno) e da consigliere regionale della tua maggioranza, esattamente in quest’ordine di priorità.

    Ho indicato entrambe le appartenenze non a caso. L’ho fatto perchè sto cercando disperatamente di conciliare le due appartenenze, di perorare le istanze del mio territorio martoriato e di essere nel contempo fedele alla maggioranza di centro sinistra da te presieduta, nella quale sono stato eletto ricevendo il mandato dagli elettori del mio territorio.

    Occorre però che tu mi dia una mano a conservare entrambe le appartenenze ed entrambe le fedeltà, perchè se così non fosse è evidente che la prima (cioè la mia città, il mio territorio), è assolutamente prioritaria.

    Ti confesso di essere interdetto dal fatto che è passato ormai un mese dall’approvazione della legge per Taranto (fu strumento vero per la città o simpatico intrattieni per un consigliere troppo innamorato della sua comunità? ai posteri l’ardua sentenza) e che, nonostante la legge preveda appena 4 mese per l’elaborazione del piano strategico, nulla ancora sia stato fatto in questo senso.

    Per non parlare dell’assoluta assenza di coordinamento con il tavolo Cis: come se su più tavoli si progettasse il futuro di una comunità senza che gli uni sappiano e prendano in considerazione ciò che stanno facendo gli altri.

    Ti confesso che mi lascia interdetto il fatto che nonostante il Consiglio Regionale, all’unanimità, abbia approvato una mia mozione finalizzata all’inserimento di Taranto all’interno del cammino delle vie francigene, con delibera di giunta regionale siano stati previsti i territori da inserire nelle vie francigene e Taranto, in offesa alla storia, non sia stata inserita all’interno.

    Ti confesso che mi lascia interdetto il fatto che la Regione Puglia abbia rigettato la richiesta di finanziamento per 21.000 euro del Istituto di Storia e Archeologia Magna Grecia, finalizzato all’organizzazione del 58° Congresso sulla Magna Grecia che, detto per inciso, gode dell’alto patrocinio della Presidenza della Repubblica.

    Apprendo dai giornali e dalle tue dichiarazioni, spesso roboanti, che Taranto è in cima ai tuoi pensieri. Tanto in cima che in ruoli apicali dell’amministrazione comunale continui ad inserire persone non rappresentanti del territorio, mortificando le professionalità che Taranto è in grado di esprimere; tanto in cima che anche a Taranto candidi alle prossime elezioni politiche persone non del territorio.

    Sono dinamiche interne al Partito Democratico nelle quali non entro. Se lo fai è perché evidentemente qualcuno ti consente di farlo. Oserei dire cose vostre (anche se poi solo vostre in verità non sono).

    Ascolto ormai da molti mesi le tue esternazioni sul futuro dell’Ilva (che in verità qualche volta cambiano nei contenuti a seconda dell’uditorio con cui ti relazioni) e comprendo che l’argomento ti sta particolarmente a cuore.

    Non penso, come qualche maligno fa, che ti stia a cuore solo lo scenario mediatico che l’Ilva e i problemi di Taranto consentono, né che la vicenda Taranto possa essere diventata nel tuo modus operandi uno strumento di contesa politica. Sono certo che tu sia in buona fede.

    Vorrei però che all’attenzione verso l’Ilva si abbinasse l’attenzione verso la città. Un’attenzione reale, fatta di contenuti e non solo di slogan e di esternazioni come talvolta altri ci accusano di fare. Dobbiamo costruire una vision di futuro. Questa è la scommessa reale. Alla vision di futuro che preveda una diversificazione di prospettive economiche e un miglioramento del livello qualitativo della comunità anche tramite importanti investimenti nella formazione, vanno inevitabilmente abbinate risorse adeguate.

    Se questo non accade tutte le nostre roboanti affermazioni rischiano di essere fuffa.

    Avrei potuto citarti altre mille nostre richieste inevase, finanziamenti in bilancio stanziati ma mai erogati, disagi della comunità molto evidenti (penso per esempio alle carenze della sanità, nonostante la bravura degli operatori sanitari medici e paramedici, all’impraticabilità del pronto soccorso, al fatto che alle annunciate assunzioni all’Arpa con tanto di conferenza stampa, anch’esse conseguenziali ad una mia mozione approvata all’unanimità in consiglio regionale, non è mai stato dato alcun seguito concreto), ma ti ho citato quegli esempi perché rischiano di evidenziare, nonostante gli sforzi di tutti, in maniera plastica l’assenza di una vision di futuro.

    Se l’Ilva non può essere (e non dev’essere) l’unico elemento di futuro, come pensiamo di diversificare? Da dove ripartiamo? Non sono forse il turismo e la cultura due elementi importanti del nostro futuro? E allora com’è possibile cancellare la storia e negare l’inserimento di Taranto nelle vie francigene e al congresso sulla Magna Grecia gli strumenti per la sua realizzazione? Attenzione Presidente, mentre tu ti impegni tanto rivendicando attenzione per Taranto, lo spazi di discrezionalità che impedisci a quella politica non sempre accordata con il tuo pensiero, ma che lasci ai tecnici, rischia di rallentare la credibilità dell’impegno.

    Aiutami quindi con scelte concrete ad essere fedele al mio territorio e alla maggioranza in cui sono stato eletto.”

     

     

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