Mercoledì, 25 Aprile 2018

    Copertura parchi Ilva. Cimolai esclude le aziende tarantine? In evidenza

    Potrebbe essere un polverone e null’altro, ma in queste ore sono molte le versioni che circolano circa le ultime dichiarazioni rilasciate al Corriere della Sera dal Presidente del Gruppo Cimolai, azienda friulana vincitore dell’appalto della copertura dei parchi minerali e fossili dell’Ilva di Taranto.

    Un appalto da circa 300 milioni che, in una zona martoriata com’è quella tarantina, appare come una vera opportunità di rilancio imprenditoriale. Ed invece, Luigi Cimolai ha dichiarato che non solo la struttura di copertura sarà realizzata in Friuli ma che, una volta giunta a Taranto, sarà “accompagnata” dalla discesa di circa 200 operai specializzati.

    Insomma Taranto dovrebbe solo restare a guardare in quanto, sempre secondo il Presidente Cimolai, a Taranto non vi sarebbero delle aziende in grado di reggere la domanda di lavorazione acciaio necessaria alla costruzione delle megastrutture nei tempi stabiliti dalla legge.

    Da questa affermazione, tra l’altro non ancora smentita nettamente da alcun industriale ionico, è altresì facile metterci la propria valutazione. In altre parole potrebbe aver detto tutto o niente.

    A prescindere da ciò, il Presidente di Confindustria Taranto Cesareo ha lasciato intendere che un incontro con la Cimolai sarebbe assolutamente necessario, così da capire le reali intenzioni dell’azienda e stabilire quale ruolo debbano avere le imprese tarantine nella costruzione dell’opera più importante degli ultimi decenni nella città di Taranto.

    Poco dopo è inoltre giunta la dichiarazione del Consigliere Comunale Bitetti, il quale ha dichiarato che: “Gli sforzi giganteschi che si stanno facendo in questi mesi per dare un esito positivo ad una vicenda straordinariamente complessa qual è la questione Ilva, rischiano di naufragare nel mare delle promesse inconcludenti.

    Una di queste è la rassicurazione, che a più livelli istituzionali è stata garantita, del coinvolgimento delle aziende locali nelle attività di risanamento ambientale.  La Cimolai, apprendiamo invece da alcuni organi di stampa, escluderebbe le imprese tarantine dagli appalti per la copertura dei parchi minerali dell’acciaieria tarantina perché, a quanto pare, non ci sarebbero aziende in grado di soddisfare alcuni parametri tecnici. Confindustria Taranto sostiene che le cose non stanno così e invita la Cimolai ad un percorso costruttivo e dialogante. Sono convinto che il sistema imprenditoriale locale possegga risorse, competenze e know-how sufficienti per soddisfare le richieste e partecipare così attivamente alla costruzione di un’opera tanto attesa dalla comunità ionica. Invito quindi tutte le forze politiche, le associazioni del mondo economico e di rappresentanza del mondo sindacale, le istituzioni locali, – conclude Bitetti – a prendere posizione per dare valore a quella compattezza territoriale in cui spesso diciamo di riconoscerci. Un appello che estendo ai candidati al Parlamento ad impegnarsi per difendere il territorio e le sue istanze.  Io ci credo davvero nel gioco di squadra e nella valorizzazione del nostro tessuto produttivo senza il quale Taranto e la sua provincia non potranno sperare di risollevarsi dalla crisi economica che ci ha così pesantemente colpito”.

     

    Vota questo articolo
    (0 Voti)
    ibl_new.jpg
    banner_igenia.jpg
    energy.jpg
    engineering.jpg
    ibl_new.jpg
    © 2014 associazione CronacheTarantine. Tutti i diritti sono riservati