Giovedì, 26 Aprile 2018

    Pietro Bitetti: “ecco la nostra proposta per l’ex sede della banca d’italia”

    Foto di repertorio Foto di repertorio Foto Studio Renato Ingenito

    L’obbiettivo è quello di rivitalizzare una zona centrale di Taranto, ossia piazza Ebalia, che da diversi anni a questa parte vive una situazione, se non di abbandono, per lo meno di “marginalizzazione” rispetto alle dinamiche economico sociali cittadine.

    La chiusura della Banca d’Italia è difatti stato un duro colpo per la piazza, che da centro nevralgico è divenuto un mero luogo di passaggio di autoveicoli e motociclette.

    In aggiunta, la dismissione dell’enorme edificio di epoca fascista (tra i più riconosciuti del lungomare tarantino) non può che portare dispiacere negli animi dei tarantini, che invece vorrebbero e da tempo chiedono maggiori opportunità di dinamismo culturale e sociale.

    Partendo da questi presupposti, il Consigliere Comunale Bitetti si è fatto portavoce di una quanto mai interessante proposta, corredata come al suo solito dagli strumenti da dovere utilizzare per poterla realizzare concretamente: trasformare l’edificio in una sede universitaria.

    La grandezza della struttura difatti, assieme al suo ottimo stato di conservazione, ma anche in considerazione del fatto di trovarsi in pieno centro cittadino, sono un luogo ideale in cui istituire un polo universitario tarantino, trasferendo alcuni corsi oggi presenti in periferia e addirittura istituendone dei nuovi.

    Sappiamo che la Banca d’Italia intende monetizzare alcune dismissioni effettuate sul territorio italiano – ha chiosato Bitetti – e tra queste rientra quella di Taranto. Vogliamo che questo grande, bellissimo palazzo, resti nelle disponibilità della città di Taranto, e per farlo è necessario che passi sotto l’egida comunale. Il trasferimento di un simile immobile, in partenza assai oneroso per le casse cittadine, potrebbe giungere gratuitamente alla città se fosse inserito nel Contratto Istituzionale di Sviluppo. Una volta trasferito, la nostra proposta è di trasformare l’edificio in una sede universitaria, capace di attirare un maggior numero di studenti a Taranto – ad oggi attestato sulle 5.000 unità – rivitalizzando al contempo l’intera zona commerciale

    Va fatto notare che, sino al prossimo 2019, il Ministero dell’Istruzione e della Ricerca ha vietato l’istituzione sul territorio italiano di nuovi poli universitari. “Certamente è compito della buona amministrazione farsi trovare pronta, arrivando al 2019 con la disponibilità dell’edificio. Ma anche se non si riuscisse a creare un polo universitario – ha concluso il consigliere – è importante che quell’edificio resti ai tarantini, al di la che sia un museo, un centro espositivo o una sala convegni. Certo, le ricadute economiche che potrebbe portare un Università non hanno eguali, ma sappiamo anche che la strada è tortuosa e non si possono fare promesse al momento”.

    Un primo segnale al riguardo il Comune di Taranto l’ha comunque lanciato, accettando la proposta del Consigliere a farsi portavoce, col fine di far inserire l’edificio di piazza Ebalia nel Contratto Istituzionale di Sviluppo.

     

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