Mercoledì, 20 Giugno 2018

    Taranto sceglie il Movimento 5 Stelle

    By Ottaviano Larini Marzo 05, 2018 636

    Una vittoria netta e numericamente importante: è quella raggiunta del Movimento 5 Stelle a Taranto e Provincia, che sia alla Camera che al Senato riesce a far eleggere i suoi tre candidati: la giornalista Rosalba De Giorgi (Camera), l’imprenditore Gianpaolo Cassese (Camera) ed il professore universitario Mario Turco (Senato).

    Se la vittoria dei due candidati tarantini (De Giorgi – Turco) è stata chiara sin dalle prime battute, quella del grillino Gianpaolo Cassese è stata in bilico fino all’ultimo. L’imprenditore è difatti riuscito a sconfiggere, proprio nella sua roccaforte storica, l’ex deputato Gianfranco Chiarelli, che nella Martina Franca imprenditoriale ha sempre raccolto il massimo dei voti.

    Alla fine anche qui la vittoria è stata chiara, distaccata addirittura da 10 punti percentuali, ma si è voluta attendere la fine di tutti gli scrutinamenti per proclamare ufficialmente la vittoria dei pentastellati nel capoluogo ionico e nella provincia.

    Questi i numeri, per certi versi impressionanti, fuoriusciti dai seggi elettorali.

    Alla Camera dei Deputati Rosalba De Giorgi (M5s) “stacca” il ticket di ingresso con ben 60.673 voti utili, pari al 47,7% sul totale. Al Senato della Repubblica la vittoria di Mario Turco (M5s) è anche qui consistente, con ben 111.763 voti, pari al 44,3% sul totale.

    Un doppio secondo piazzamento invece per la Coalizione di Centro-Destra che alla Camera raggiunge, con la candidata Stefania Fornaro (FI) il 29,7% (37.863 voti), e con la Candidata Maria Francavilla (FI) al Senato il 33,2% (83.795 voti).

    Insufficiente, come in tutta la penisola, il risultato ottenuto dalla Coalizione di Centro-Sinistra, con un Lucio Lonoce (PD) alla Camera fermo al 15,9% (20.315 voti) ed una Maria Grazia Cascarano (PD) al Senato ferma al 15,1% (38.178 voti).

    Un simile traguardo del Movimento 5 Stelle andrà adesso analizzato più attentamente, in quanto simili numeri travalicano (a nostro avviso) il mero voto di protesta. Bisogna ricordare, difatti, che a Taranto il Movimento 5 Stelle sino ad ora non aveva mai attecchito, come dimostrano gli “appena” due consiglieri portati al Comune al termine delle ultime elezioni cittadine della scorsa primavera.

    ANALISI DEL VOTO

    Quello che immediatamente balza all’occhio è che a Taranto i cittadini più anziani hanno votato maggiormente per la Coalizione di Centro-Destra, mentre i più giovani hanno dato maggiore fiducia agli stellati di Beppe Grillo.

    Tanto per citare qualche cifra, al Senato Forza Italia&Partners hanno raggiunto il 33%, mentre alla Camera si sono fermati al 29%. La forbice percentuale, all’apparenza piccola ma che si conteggia in migliaia di voti, è certamente figlia dell’età anagrafica dell’elettore.

    Un risultato storico lo raggiunge indubbiamente a Taranto la Lega Nord, che raccoglie rispettivamente 7.521 voti (5,1% - Camera dei Deputati) e 15.913 voti (4,3% - Senato della Repubblica). Anche qui, la carta d’identità dell’elettore avrà certamente avuto il suo peso. Quel che è certo è che il partito di Matteo Salvini a Taranto non aveva mai avuto ragione d’esistere sino ad un paio d’anni fa, mentre oggi si ritrova invece a raccogliere consensi che, seppur effimeri sotto l’aspetto percentuale, mostrano di aver fatto breccia su una piccola parte dell’elettorato ionico.

    Un crollo verticale lo ha invece subito la Coalizione del Centro – Sinistra, capace di raggiungere appena il 15%, sia alla Camera quanto al Senato. Tra i più delusi della tornata elettorale ci sono certamente i due candidati Lucio Lonoce (cui fino ad oggi il Sole politico aveva sempre sorriso) e Maria Francavilla, che si vede bocciata già alla sua prima esperienza da candidata.

    Sempre all’interno della Coalizione capeggiata da Matteo Renzi, un pessimo risultato è quello registrato a Taranto dalla Lista Insieme, che raggruppa gli ambientalisti dei Verdi, i Socialisti e Area Civica. A far riflettere è il crollo avuto proprio dagli ambientalisti (meno di 1.000 voti tra le due Camere), che invece a Taranto avevano raggiunto in passato (seppur senza mai brillare) dei discreti risultati. L’elettore ha evidentemente “punito” la scelta di Bonelli di allearsi col Partito Democratico, lo stesso Partito fautore dei Decreti Salva-Ilva, da Bonelli sempre contestati. In altri termini, potrebbe essere stata punita quella che agli occhi dell’elettorato è una sorta di “incoerenza” politica.

     

     

     

    Vota questo articolo
    (0 Voti)
    ibl_new.jpg
    banner_igenia.jpg
    energy.jpg
    engineering.jpg
    ibl_new.jpg
    © 2014 associazione CronacheTarantine. Tutti i diritti sono riservati