Giovedì, 26 Aprile 2018

    Mazzarano si dimette da assessore regionale dopo il servizio di Striscia

    Foto di repertorio Foto di repertorio

    Che stesse maturando questa decisione lo si era capito in mattinata quando aveva disertato un evento cui avrebbe dovuto partecipare in veste di assessore regionale allo Sviluppo economico.

    Michele Mazzarano ha restituito le deleghe che gli erano state assegnate nelle mani del presidente della Regione, Michele Emiliano a seguito di un servizio trasmesso ieri sera da 'Striscia la Notizia', in cui un testimone lo accusava di avergli promesso di assumere i suoi due figli in cambio della concessione gratuita di un locale per la campagna elettorale delle regionali del 2015.

    "In merito al servizio di Striscia, avendo riconosciuto il signore intervistato, che mi perseguita da tre anni, ho provveduto a sporgere esposto-querela nei suoi confronti presso la procura della Repubblica di Taranto" ha detto l'assessore Mazzarano.

    "Confido nel buon esito dell'attività della magistratura e sono molto sereno – aggiunge - sulla correttezza e buona fede del mio operato".

    Così Taranto perde l’unico suo rappresentante in Giunta. È la seconda volta che accade dopo l’estromissione di Gianni Liviano dall’esecutivo Emiliano, anche se le due vicende non hanno niente in comune se non la brevità della permanenza dei rispettivi protagonisti nella squadra di governo.

    A neanche un anno dalla sua investitura, Mazzarano è così costretto a lasciare il suo ruolo assessorile. Non per questo perderà la carica di consigliere regionale ottenuta a seguito delle elezioni del 2015. Prima di essere nominato assessore, Mazzarano è stato capogruppo del Partito Democratico nell’ambito dell’assise regionale. Durante l’ultimo congresso del PD aveva aderito alla mozione del presidente, diventandone uomo di riferimento – insieme al sindaco Melucci – nell’area di Taranto.

    Si tratta di un altro duro colpo alla Giunta del governatore che nei prossimi giorni dovrà subire l’assedio degli oppositori. Dopo la batosta elettorale del 4 marzo, la nomina dell’ex forzista Di Cagno Abbrescia alla guida dell’Aquedotto pugliese e il calo di gradimento nei suoi confronti rilevato dagli ultimi sondaggi, Emiliano è definitivamente sotto il fuoco incrociato dei 5 Stelle, ma anche dell’ala più radicale presente in Consiglio, quella – per intenderci – che fa riferimento a Liberi ed Uguali. E mancano ancora due anni alla fine del mandato.

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