Lunedì, 18 Giugno 2018

    Sui wind days Melucci ribatte alla accuse del M5S

    Foto di repertorio Foto di repertorio

    Il sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci, non ci sta a subire passivamente l’ennesimo attacco sulla questione wind days. E così ieri ha deciso di prendere carta e penna e rispondere punto su punto alle accuse che gli sono mosse dal Movimento 5 Stelle.

    Secondo il sindaco l’ultima ordinanza da lui stesso adottata – la prima era stata attaccata perché imponeva agli studenti del quartiere Tamburi di rimanere a casa in quelle giornate in cui il vento dal quadrante nord-occidentale porta con sé un surplus di polveri dannoso per il nostro sistema respiratorio – non è provvedimento vuoto.

    Melucci rivendica il fatto che “per la prima volta nella storia della nostra comunità si è assunta la risolutezza di agire attraverso un provvedimento sindacale, poi integrato con le modalità attuative, dal connotato marcatamente tecnico”.

    Scendendo nel dettaglio, la nota di palazzo di città specifica che “per quanto concerne, in particolare, le disposizioni relative alla pulizia straordinaria del quartiere Tamburi, si è voluto fortemente recuperare l’applicazione del principio giurisprudenziale del “chi inquina paga”. Stante i potenziali impatti di varia natura (circolazione veicolare, parcheggi, interferenze con altre attività) che tale azione, unica nel suo genere nel panorama italiano e non, ha nei riguardi della popolazione residente nel quartiere stesso, è in corso di attuazione un fitto scambio di informazioni tra le Direzioni interessate (Ambiente e Polizia Locale) e l’azienda ILVA Spa in A.S., al fine di effettuare gli interventi, con costi totalmente a carico della società stessa, nonché di organizzare al meglio le attività previste ed arrecare il minor disagio possibile alla cittadinanza”.

    Ma il punto più rilevante riguarda l’attività di sorveglianza circa l’ottemperanza delle prescrizioni previste dall’ordinanza. Ebbene, su questo punto Melucci si difende dalle accuse facendo notare che la vigilanza “sia normativamente affidata agli organi di controllo a vario titolo interessati (ARPA, ASL, Forze di Polizia); a tal proposito, si rappresenta come, allo stato, non sia pervenuta all’Ente qualsivoglia comunicazione di inottemperanza da parte dei soggetti predetti, circostanza che, qualora accertata, determinerebbe le conseguenti azioni di natura giuridica”.

    In definitiva, il sindaco di Taranto bolla come pretestuosa la polemica sollevata dai pentastellati. Ora si attende la risposta dei diretti interessati – i portavoce Nevoli e Battista – che su questo tema sembrano essere particolarmente agguerriti. Del resto sull’Ilva si gioca una “battaglia di posizionamento” i cui riflessi si faranno presto sentire anche a livello nazionale.

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