Sabato, 18 Agosto 2018

    Comune, allarme bilancio. I revisori dei conti lo bocciano

    By Marco RUFFO Aprile 17, 2018 1005
    Foto di repertorio Foto di repertorio

    A due giorni dal Consiglio comunale convocato per approvare il bilancio di previsione, una tegola piuttosto pesante si abbatte sull’amministrazione comunale. I revisori dei conti hanno infatti bocciato il bilancio. Un giudizio del quale non si può non tenere conto, anche in virtù del fatto che gli stessi revisori invitano a tenere in debita considerazione i molteplici rilievi avanzati nel lungo documento (44 pagine) trasmesso alla commissione bilancio.

    Andiamo con ordine e cerchiamo di analizzare le criticità riscontrate. Partiamo con la documentazione necessaria, ai revisori, per poter analizzare i conti del Comune. Tra le carte richieste e non pervenute ci sono ben 3 fascioli:

    1. Il programma delle collaborazioni autonome;
    2. Il limite massimo delle spese per incarichi di collaborazione;
    3. L’elenco delle spese finanziate con i titoli abitativi edilizi.

    In secondo luogo viene fatto notare che la previsione di cassa è stata calcolata senza tener conto del “trend di riscossione” pertanto il saldo positivo che viene iscritto in bilancio è assolutamente virtuale.

    Molto pesante è inoltre il giudizio sulla nota integrativa. Si tratta di un documento che ha la funzione di integrare tutte le informazioni contenute nello stato patrimoniale e nel conto economico. Insomma, si tratta di una sorta di guida alla lettura delle tabelle che altrimenti direbbero poco o niente circa le modalità con cui si è pervenuti a quei risultati.

    Ebbene i revisori scrivono che la nota “risulta molto sintetica, contiene refusi e imprecisioni, inoltre non consente di definire compiutamente le scelte operate”. Da essa non si evincono una serie di elementi: su tutti l’illustrazione dei crediti per i quali non è previsto l’accantonamento.

    Passiamo adesso alle alienazioni. Ricorderete che la settimana scorsa, in un nostro articolo, ci occupammo proprio di tale piano, mettendo in evidenza il fatto che attraverso la vendita di una serie di immobili, locali e terreni, a palazzo di città stimavano di incamerare circa un milione e mezzo di euro. Ciò che ora fanno notare i revisori è che quei soldi vengono considerati come già incamerati, ovvero come se la vendita fosse andata a buon fine e alle cifre indicate, per cui il Comune pensa già di investire quelle risorse utilizzando un milione e 300 mila euro per finanziare una serie di investimenti e 200 mila per la riduzione del debito. Ma, segnalano i revisori, si potranno fare gli investimenti solo dopo aver ceduto i beni in questione e non prima.

    Vi è inoltre il capitolo Tari. Anch’esso spinoso. Entrare nel dettaglio, significherebbe, per i lettore profano, fornire una serie di cifre e spiegazioni tecniche di difficile comprensione. Basta però dire che, in questo caso, il rilievo riguarda la una previsione di entrata che viene ritenuta non congrua e non attendibile.

    Così come, infine, viene chiesto un monitoraggio costante del recupero dell’evasione fiscale alla luce di quelli che sono stati i trend di riscossione degli anni precedenti.

    Insomma, tutti questi elementi più altri che ci riserviamo di fornirvi nelle prossime ore, hanno indotto il collegio a bocciare il bilancio di previsione 2018-2020. Volendo rispondere positivamente all’appello dei revisori, si dovrà ora rivedere il documento contabile in tempi strettissimi per poi portarlo in approvazione entro la fine del mese. Sarà possibile?

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