Sabato, 18 Agosto 2018

    Bilancio, il direttore generale replica ai revisori. Ma c’è il rinvio

    By Marco RUFFO Aprile 19, 2018 279
    Foto studio Renato Ingenito Foto studio Renato Ingenito

    Sono fondamentalmente tre – secondo il direttore generale del Comune di Taranto, Ciro Imperio – i rilievi mossi dai revisori dei conti al bilancio dell’ente ionico.

    Il primo riguarda le entrate derivanti dall’Imu che il collegio ritiene sovrastimate. Su questo punto Imperio spiega che le norme contabili impongono al Comune di agire così come ha agito. La questione è piuttosto tecnica, ma possiamo riassumerla così: a palazzo di città si prevede di introitare 43 milioni di euro. Questa stima non è altro che la somma di due valori, ovvero le somme accertate e quelle riscosse. Nel 2017, le somme accertate e quelle riscosse restituivano un totale ben più basso, pari a 31 milioni circa. Ragion per cui, secondo i revisori, ci si doveva attenere  a quel parametro.

    Il parere di Imperio è diverso. A suo avviso, essendo aumentata la base imponibile in virtù di una serie di accertamenti che sono stati fatti partire a dicembre 2017, è doveroso iscrivere in bilancio una previsione che tenga conto di tale accertamento. Da qui la somma di 43 milioni.

    Il secondo, importante, rilievo è relativo alla copertura del servizio di raccolta dei rifiuti urbani tramite la Tari. Il cui gettito totale, al momento, non assicura tale copertura (prevista per legge). Su questo punto, secondo Imperio, non si possono intraprendere scorciatoie e sarà compito del Consiglio comunale assicurare che entrate ed uscite si equivalgano.

    Terza ed ultima criticità, secondo quanto affermato dal direttore generale, è quella concernente gli accantonamenti per il Boc. Sinora l’Osl ha accantonato 40 milioni e i revisori ritengono non sia prudente limitarsi a tale somma. Tuttavia, Imperio considera “contro ogni logica” effettuare ulteriori accantonamenti soprattutto alla luce della sentenza della Cassazione recentemente pronunciatasi sulla materia.

    Leggendo il documento dei revisori, per completezza di informazione, si ha l’impressione che i rilievi attengano anche altri punti tra cui, ad esempio, l’utilizzo delle somme derivanti dalla vendita di immobili di proprietà comunale. Ma tant’è. A palazzo di città sono convinti di essere nel giusto e intendono andare avanti. Intanto il voto è stato rinviato. Molto probabilmente si tornerà in aula il 27 aprile.

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