Giovedì, 18 Ottobre 2018

    Tempa Rossa, siglato protocollo tra Comune e compagnie petrolifere

    Foto di repertorio Foto di repertorio

    Secondo il sindaco Melucci, “in passato si è scelto di non scegliere, mettendo la testa sotto la sabbia, una politica che noi non condividiamo”. Oggi le cose sono evidentemente diverse  se a palazzo di città l’amministrazione comunale sigla, insieme a Eni, Shell, Total e Mitsui, un protocollo d’intesa “per la definizione delle misure da adottare in favore del Comune di Taranto”. Parliamo del famigerato progetto di Tempa Rossa, su cui tante battaglie ambientaliste ed amministrative si sono consumate, e di ciò che Taranto potrebbe ottenere dalle compagnie coinvolte nel progetto in termini economici.

    Il sindaco invita a non considerarle mere compensazioni ambientali: “Non si tratta dell’obolo che un grande gruppo paga per essersi insediato su di un territorio”, ha affermato. Piuttosto, secondo il primo cittadino, si tratta di un sostegno alla comunità in un’ottica di social responsability.

    Se volessimo essere precisi dovremmo usare le parole del protocollo stesso. All’articolo 1 si parla infatti di “cooperazione economica e sociale”. Questo è quanto messo nero su bianco: “Total, Mitsui e Shell, congiuntamente o separatamente, dove necessario in collaborazione con Eni, per la durata del transito del greggio Tempa Rossa e l’utilizzo delle infrastrutture oggetto del progetto a Taranto, definiranno con il Comune, con cadenza annuale o pluriennale, progetti duraturi nell’ambito economico-sociale e culturale ad alto contenuto locale nell’ottica di una cooperazione di reciproco interesse”. Di risorse non si parla mai. Non c’è una quantificazione. Ed in effetti sarebbe impossibile deciderla a priori. Perché il quantum si determinerà sulla base del greggio effettivamente movimentato.

    I progetti ci sono. Uno di questi pare essere stato sposato dal Comune, ma è un’idea alla quale lavora da mesi il presidente dell’Autorità portuale, Sergio Prete. Si tratta di un Innovation Hub per la realizzazione del quale si chiede alla cordata di aziende petrolifere di mettere a disposizione i loro saperi e le loro conoscenze al fine di far nascere intorno al porto un’area dedicata all’innovazione tecnologica.

    A cambiare negli anni non è stato solo il rapporto con la città e la sua amministrazione, ma anche il progetto stesso di Tempa Rossa in riva allo Ionio. Inizialmente si parlava di due serbatoi da realizzare ex novo e di un pontile già esistente da allungare. Alla fine si farà solo quest’ultima opera. Per lo stoccaggio si dovrebbero infatti utilizzare due serbatoi già esistenti e in uso alla raffineria Eni. Ecco perché Melucci ha specificato che Tempa Rossa è solo un’opera logistica e non vi sarà “appesantimento” dal punto di vista dell’inquinamento ambientale.

    Il fronte ambientalista per ora tace, ma è presto per affermare che abbia mandato giù il boccone amaro colpo ferire. Quel che è certo è che Totale e partner hanno incassato a livello romano tutte le autorizzazioni necessarie e avrebbero potuto andare avanti spediti forti di questo. Lo ha sottolineato anche il sindaco che proprio per questo ritiene un successo l’aver instaurato con il gruppo industriale un nuovo rapporto maggiormente dialogante.

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