Martedì, 14 Agosto 2018

    Bilancio, domani il voto. Zaccheo subentra a Mignolo

    Foto di repertorio Foto di repertorio

    Sul bilancio di previsione del Comune di Taranto, con molta probabilità, preferirà astenersi. Cisberto Zaccheo, che domani subentrerà in Consiglio comunale a Patrizia Mignolo (Valdevies, primo dei non eletti, ha infatti ufficialmente rinunciato), la ritiene l’unica cosa sensata da fare. Del resto, non avendo partecipato formalmente ai lavori che hanno portato il documento contabile alle soglie dell’approvazione, non ha molte opzioni. E nessuno lo potrà biasimare per questa scelta.

    Ma quello che ci si domanda non è tanto come si comporterà in occasione del voto sul bilancio, ma piuttosto la posizione che assumerà nel prosieguo della legislatura. A tal proposito, sentito dalla nostra redazione, ha affermato perentoriamente: “Sono un uomo di partito e seguirò la linea che gli organi statutari vorranno adottare”. Organi statutari che si riuniranno questa sera proprio per dibattere della scelta di campo che il Partito socialista dovrà effettuare: stare con Melucci o passare all’opposizione?.

    La domanda non è peregrina. Il Psi ha infatti sostenuto convintamente – e fu tra le prime formazioni politiche a farlo – la candidatura dell’attuale primo cittadino. Ma qualcosa da allora deve essersi rotto nel rapporto tra ex alleati se appena qualche giorno fa il segretario Salvatore Mattia, intervistato dalla Gazzetta, si affrettava a ribadire che il suo partito non avrebbe fatto più parte della maggioranza. Tuttavia i consiglieri eletti tra le fila del Psi hanno preso strade differenti nel corso dell’ultimo anno, con la consigliera Mignolo che non ha mai fatto mancare il proprio sostengo al sindaco ed alla Giunta, e il secondo degli eletti, Mimmo Festinante, che è passato al gruppo misto e poi è stato tra i fondatori del Gruppo Indipendente per Taranto che annovera altri 4 componenti.

    Come dicevamo, Zaccheo su questo ha le idee chiare: “Sarò un uomo all’antica, ma non credo che i partiti siano autobus dai quali scendere e salire a piacimento. Con il Psi ho fatto un percorso che mi ha portato, tra le altre cose, ad essere candidato alle scorse elezioni regionali ed oggi a subentrare in Consiglio comunale. Non intendo rinnegarlo proprio adesso”.

    Insomma, se il Psi permarrà in maggioranza sarà perché lo hanno deciso gli organi di partito e non un singolo. Stessa cosa se dovesse avvenire il contrario. Certo Zaccheo è ben conscio che la politica è l’arte del possibile, come lui stesso afferma. Del resto, negli anni ha maturato un’esperienza amministrativa (è stato assessore con Stefàno) che gli permette di essere piuttosto cauto nei giudizi e nelle previsioni.

    Un nuovo rapporto tra i socialisti e Melucci potrebbe nascere – ma questo lo aggiungiamo noi – sulla base di una delega assessorile che sarebbe la manifestazione, da parte del primo cittadino, della volontà di essere più “inclusivo” nei confronti delle forze politiche che lo hanno sostenuto. Il mini rimpasto di Giunta è alle porte e potrebbe essere l’occasione giusta per cementare la maggioranza. Ma non è facile che questo avvenga. Già da tempo molti consiglieri del PD reclamano un posto nell’esecutivo (direttamente o indirettamente) e Melucci non vuole mercanteggiare sulla sua squadra di Governo. La strada appare impervia, ma almeno domani l’ostacolo bilancio dovrebbe essere superato con facilità. Anche perché, in caso contrario, si andrebbe al voto.

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