Martedì, 25 Settembre 2018

    Trattativa Ilva, Melucci: “Basta sacrifici per i tarantini”

    Foto di repertorio Foto di repertorio

    “Non si possono chiedere nuovi immotivati sacrifici ai tarantini, non a qualunque prezzo per Taranto si può chiudere questa trattativa, non può essere l'affare del secolo solo per l'interesse privato ed industriale”.

    Più chiaro di così il sindaco di Taranto non poteva essere. All’indomani dello stop alla trattativa tra i sindacati e il gruppo che dovrebbe acquisire il gruppo Ilva, Melucci ha voluto precisare quale sia la propria posizione sullo scacchiere. “Già a luglio – chiarisce il sindaco -, in occasione della visita della famiglia Mittal a Taranto,  spiegammo che questa non è una semplice vertenza sindacale, non una banale acquisizione come tante, la quadratura finanziaria non può non tenere presente quello che questa eroica città ha sin qui assicurato al sistema Paese”.

    Ma nella sua nota stampa, Melucci ci va giù duro: “Non è con la rigidità e la spocchia mostrata al Mise che Am Investco Italy definirà positivamente il proprio percorso. A noi non è dato sapere se su quel tavolo si sia mai ufficialmente parlato di quota zero esuberi, di certo, dopo il faticoso lavoro di tutti, non possiamo che esortare il potenziale aggiudicatario a rivedere la sua posizione e a compiere significativi e rapidi progressi nella vicenda occupazionale”.

    Infine, il primo cittadino – che nei giorni scorsi aveva marcato le distanze dal governatore Emiliano che chiedeva di stoppare la trattativa affinché potesse riprendere sotto la regia di un Governo legittimato dal Parlamento - torna a battere su un tasto noto: “In autunno avevamo a gran voce rivendicato la conoscenza piena del piano industriale e la partecipazione alla trattativa sindacale, a tutela degli stessi lavoratori tarantini. Così non è stato, tuttavia ugualmente ci siamo predisposti alla collaborazione con tutte le parti, nel tentativo quanto meno di implementare le misure connesse al Dpcm afferente alla materia ambientale, specie per eliminare dal tavolo istituzionale ogni alibi, ogni incaglio ad una trattativa, quella sindacale, che alcune organizzazioni davano già per acquisita”.

    Insomma, il fronte sembra essersi ricompattato sulla battaglia per il mantenimento dei livelli occupazionali. E questo indebolisce la posizione di Mittal che deve registrare anche la reazione ostile delle istituzioni locali  rispetto al proprio piano di licenziamenti. I tempi di chiusura della trattativa  - che il Governo voleva si stringessero – sembrano ora dilatarsi enormemente.

     

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