Venerdì, 17 Agosto 2018

    Ed ora Melucci lancia il suo manifesto. Si parte dalle tre “E”

    Foto di repertorio Foto di repertorio

    In attesa di capire quali innesti ci saranno nella nuova Giunta di Taranto e quali assessori perderanno il posto, il sindaco di Taranto lancia il suo manifesto politico. Lo fa dalle colonne della Gazzetta del Mezzogiorno che questa mattina ospita un corposo e ponderato intervento in cui il primo cittadino non lesina accuse piuttosto dure al presidente Emiliano, ribadendo – qualora ce ne fosse bisogno – che la distanza tra i due è ormai siderale.

    Partiamo proprio da qui. L’accusa, anzi, le accuse sono quelle di eccessivo personalismo e ricerca facile del consenso. Secondo Melucci la Regione Puglia ha una guida, ma “sembra in confusione politica e teorica, sembra incline ad assecondare demagogicamente ogni messaggio proveniente dal governo giallo-verde, non a costringere gli interlocutori sul terreno di quella serietà e di quello studio, come fosse già iniziata la campagna elettorale per il 2020, sulla pelle di tutti noi”.

    Il riferimento è alla posizione di Emiliano sull’Ilva. Appena pochi giorni fa, il presidente si era detto disposto a seguire il Governo anche sulla strada della chiusura a patto di garantire occupazione e tutela dell’ambiente. Una posizione che Melucci non condivide più da tempo, essendosi schierato a favore della permanenza della grande industria seppure ammodernata e resa compatibile con i migliori standard europei.

    L’Europa, appunto. La dimensione dalla quale non prescindere diventa, nella seconda parte dell’intervento, una delle tre “E” del manifesto politico del sindaco di Taranto. Nella sua visione è il ramo più alto, quello che sovrasta gli altri due, ovvero l’ecologia e l’economia. Rispettivamente: la casa comune a tutti noi ed il suo abitante. Insieme costituiscono l’albero da porre al centro della nuova stagione politica.

    È evidente che si tratti di una mappa per il centrosinistra e non solo della filosofia che ispira il sindaco; un contributo offerto a quel Partito Democratico a cui si è da poco avvicinato. E al centrosinistra regionale dice: “È un periodo meraviglioso, entusiasmante, nessuna paura, è il tempo di ripiantare quell’albero e far crescere i frutti migliori per la prossima generazione di pugliesi”.

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